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Lucca

IL FUTURO ROSSONERO  

«Avanzata una proposta per rafforzare la Lucchese»

Luca Tronchetti
«Avanzata una proposta per rafforzare la Lucchese»

Parla l’avvocato Enrico De Feo che tutela un importante gruppo imprenditoriale Tempo fa il legale aveva informato le istituzioni locali e i vertici della Lega Pro

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Luca Tronchetti

LUCCA. Per mesi e mesi ha deciso di tenere un profilo basso e di attendere una risposta. Ma di fronte a certe dichiarazioni ha deciso di intervenire per raccontare una vicenda trascinatasi sino a due settimane fa. Lui è l’avvocato Enrico De Feo del foro di Roma che ha curato un paio d’anni fa il passaggio di proprietà della Viterbese Castrense da Piero Camilli all’ingegner Arturo Romano. E che sottolinea come, dal maggio 2020, l’azienda che rappresenta (quattro stabilimenti) era interessata a entrare a far parte della Lucchese e aveva effettuato i passaggi istituzionali a livello federale e quelli con la pubblica amministrazione. Dice l’avvocato De Feo: «Quando leggo le dichiarazioni di dirigenti che sostengono che alla Lucchese non erano arrivate proposte serie allora mi corre l’obbligo di intervenire per spiegare una situazione che poteva essere di reciproca soddisfazione e nell’interesse della società».

Il professionista fornisce la sua versione dei fatti: «I miei clienti sono interessati al calcio tanto che, a oggi, stanno valutando altre situazioni. Si tratta di un’azienda solida e conosciuta anche all’estero. Eravamo disponibili a mettere sul piatto una cifra, anche sotto forma di sponsorizzazione, lasciando al loro posto almeno tre dei quattro componenti il management. Lo scorso anno mi sono incontrato con due degli attuali dirigenti rossoneri a cui va comunque il merito di aver salvato la Lucchese dall’oblio dopo il fallimento del 2019. Mi sono fatto promotore per conto dei miei clienti della volontà e dell’impegno del gruppo che rappresento a collaborare con i vertici del club versando una somma di denaro a titolo di sponsorizzazione e senza prevaricare chi aveva messo in piedi l’operazione di salvataggio. Chiedevamo soltanto di allargare la dirigenza facendo entrare nella stanza dei bottoni un professionista conosciuto nel mondo del calcio e in grado di leggere in modo puntuale le carte federali avendo gli strumenti giuridici necessari per far fronte a qualsiasi evenienza. Della serietà delle intenzioni dei clienti che rappresento ho informato sia i vertici della federazione sia l’amministrazione comunale. Dopo l’incontro a Firenze ci siamo lasciati d’accordo che ci saremmo risentiti sia nel caso in cui ci fossero stati sviluppi favorevoli al nostro ingresso, e quel punto avremmo formulato una manifestazione d’interesse indicando cifre, date e riferimenti, sia nel caso in cui avessero deciso di proseguire da soli. In realtà non abbiamo saputo più nulla». L’ultimo contatto, secondo l’avvocato De Feo, risale a non più di quindici giorni fa: «Era già avvenuta la retrocessione e mi sono sentito al telefono con uno dei soci riproponendo la nostra offerta legata a una sponsorizzazione. Mi è stato risposto che adesso serviva una quota d’ingresso e la cifra che mi è stata indicata è stata ritenuta incongrua e inaccettabile. Soprattutto in considerazione della retrocessione nei dilettanti e della perdita del parco giocatori della prima squadra. Ripensamenti? La nostra proposta rimane la stessa, ma il cliente che rappresento sta guardando altrove e ci sono almeno due club di Lega Pro interessati. Il progetto stadio? Non abbiamo particolari interessi e siamo disponibili a un’intesa che riguardi soltanto la parte sportiva. Ma i matrimoni si fanno in due. Ci spiace perché potevamo dare un aiuto importante a una società gloriosa come la Lucchese». —

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