La manifestazione
La ricetta di Rastelli: «Società solida e stadio per ripartire»
Nicola Nucci
LUCCA. È stato uno dei Maestrelli Boys. Massimo Rastelli ha formato con Roberto Paci una delle coppie di attaccanti più forti della serie B e un’icona della Lucchese targata Orrico che negli anni Novanta ha fatto sognare i tifosi lucchesi. La notizia della retrocessione è stato un brutto colpo per lui, che non ha mai smesso di avere la Pantera nel cuore. «Uno dei primi risultati che guardo ogni volta è quello della Lucchese – dice l’indimenticato “Gomma”, 222 presenze e 50 gol dal 1990 al 1997 –. Sono rimasto affezionato a questa squadra e a quella esperienza, avendo la fortuna di vestire la maglia di un club storico in una dei periodi migliori, quando abbiamo sfiorato due volte la serie A. Quando ho visto la Lucchese retrocedere in D è stato un grande dispiacere».
Rastelli è reduce dalla stagione alla guida della Spal: è subentrato in corsa a Pasquale Marino e ha chiuso a 56 punti come Brescia e Chievo, non riuscendo a qualificarsi ai playoff solo per la classifica avulsa. “Gomma” tende una mano all’amico Bruno Russo, presidente della compagine rossonera. «La Lucchese ha avuto molti problemi durante il cammino ma ha anche perso qualche occasione per risalire la classifica. Adesso però serve guardare avanti, sperando nella riammissione alla C. Altrimenti sono convinto che sarà fatta una squadra per vincere il campionato di D. La città e la tifoseria devono stare vicino a questa dirigenza perché sono garanzia di serietà. Purtroppo dopo Egiziano Maestrelli e Aldo Grassi la società rossonera ha alternato pagine amare, gestioni disastrose e tentativi di rinascita. Sul campo è andata come è andata ma la garanzia sono le persone che amano la Lucchese e la città dove tanti hanno scelto di restare a vivere. Con loro al timone non si ripeteranno salti nel buio. È chiaro che le loro forze non bastano per pensare in grande, ma la Lucchese deve prima di tutto darsi basi solide».
Parole sagge quelle di Rastelli che allena dal 2009 ed è arrivato a guidare club blasonati come Avellino, Cagliari, Cremonese e Spal. Conosce bene il calcio e sa che è con la programmazione che si può guardare lontano. «Programmi di lungo termine e risorse finanziarie sono fondamentali, poi se ci sono anche dirigenti legame col territorio può essere un valore aggiunto in fatto di trasparenza e serietà. Sarebbe bello che la Lucchese tornasse a essere un modello come quando c’era Maestrelli. Questa piazza si merita grandi soddisfazione. Ricordo il Porta Elisa stracolmo di tifosi. Ho letto del progetto di un nuovo stadio, potrebbe essere questa la strada giusta per rilanciare la Lucchese».
Infine un saluto ai tifosi. «Lucca è stata un pezzo della mia vita, ho tanti amici e tanti ricordi bellissimi che porto sempre nel cuore. I tifosi rossoneri saranno sempre al fianco della loro squadra». Dal passato al futuro. Oggi alle 15 la dirigenza terrà una conferenza stampa per parlare della prossima stagione e del nuovo stadio. —
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