Il Tirreno

Lucca

IL FUTURO DOPO LA RETROCESSIONE 

Lucchese, questa sarà la settimana decisiva per poter blindare il progetto del Porta Elisa

Luca Tronchetti
Lucchese, questa sarà la settimana decisiva per poter blindare il progetto del Porta Elisa

Il 15 maggio data spartiacque per la conferenza preliminare dei servizi in cui sarà presentato il plastico del nuovo stadio

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Luca Tronchetti

LUCCA. Il tempo è tiranno. E adesso la Lucchese ha bisogno, per programmare il futuro (sia in Lega Pro che in serie D), di certezze. E l’unica cosa che conta per davvero se non si vuol far saltare il banco è il restyling del Porta Elisa. Senza questa opportunità gli imprenditori che non più tardi di pochi giorni fa – nel corso dell’ultimo briefing a palazzo Orsetti con l’amministrazione comunale – hanno riconfermato il loro impegno nel club rossonero legato alla ristrutturazione dello stadio, farebbe sicuramente un passo indietro. É quindi necessario rompere gli indugi e fissare già nella prossima settimana la data in cui si terrà la conferenza preliminare dei servizi a cui parteciperanno trentotto enti in qualche modo interessati e coinvolti nel restauro dello stadio (tra le altre anche Gesam e Geal per gas e acqua). Quella convocazione rappresenta uno spartiacque per tutti: l’As Lucchese 1905, i progettisti dell’Aurora Immobiliare, gli imprenditori-sponsor e l’amministrazione comunale. In caso di ulteriore slittamento della data di convocazione – a prescindere dalle colpe che verranno valutate in un secondo momento – c’è il rischio di arrivare ad una frattura insanabile che non farebbe bene a nessuno e che rischierebbe di rompere un’asse (politica, imprenditoria, societaria) che oggi, con le giuste correzioni, può davvero garantire un futuro tra alcuni anni alla Lucchese. Che senza questa unità d’intenti è destinata a finire ancora una volta nelle mani di avventurieri o nella migliore delle ipotesi di personaggi che non hanno legami con la città come è accaduto dall’inizio di questi terribili anni Duemila. É bene che questa data si materializzi e che la società possa così presentare alla città e ai tifosi il plastico del progetto del nuovo Porta Elisa al di là dei tempi di realizzazione che, considerando la situazione di crisi causata dalla pandemia, non saranno certo inferiori ai 24-36 mesi. A meno che il Governo Draghi per cercare di arginare una situazione disastrosa e sbloccare i cantieri metta in cantiere una sburocratizzazione delle procedure delle gare d’appalto in modo da snellire l’iter e giungere celermente ad un’approvazione definitiva e a un inizio dei lavori. Soltanto dopo che il progetto verrà blindato da un primo passaggio istituzionale si potrà tornare a parlare con discernimento del calcio giocato. Al di là del fatto che, oggi come oggi, la Lucchese deve attendere la conclusione dei playoff e dei playout e le mancate iscrizioni in Lega Pro prima di lanciarsi sul mercato e ingaggiare l’allenatore, probabilmente un nome a sorpresa, un nuovo diesse, visto che Deoma verrà impiegato in un altro ruolo, e ricostruire la rosa per la stagione 2021-22. Una cosa appare certa ed è comune ad ogni squadra che – vuoi perché retrocessa, vuoi perché in salvo o vuoi perché eliminata dai playoff – chiude in anticipo la stagione. Anche la Lucchese entro fine mese – probabilmente tra una settimana – darà il permesso ai calciatori di chiudere l’esperienza in rossonero. Tra l’altro, in virtù della retrocessione, tutti i calciatori con contratto professionistico sono svincolati d’ufficio. Di proprietà resteranno tre elementi che hanno debuttato in questa stagione: i difensori esterni Lo Curto (2002) e Bartolomei (2001) e il centrocampista Cellammare (2004). —

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