La protesta
Altro che ipotesi di ripescaggio il sindaco non concederà più lo stadio alla società labronica
La situazione sembra analoga a quella della Lucchese 2018-19 con il debito di tre milioni di euro Salvetti: «Se non verrà ripianato sarà chiesto il fallimento»
LIVORNO. Altro che ipotesi di riammissione. Il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, ha fatto sapere senza mezzi termini che senza una ricapitalizzazione per ripianare i debiti e dare garanzie per il futuro non concederà più l’Armando Picchi alla compagine societaria che fa capo a Heller, Aimo e Spinelli. «Ho chiesto delucidazioni sui debiti e il sindaco revisore Mastrangelo ha comunicato che ammontano a 3 milioni di euro netti. Nei prossimi giorni, lo stesso sindaco revisore convocherà un'assemblea dei soci per chiedere un aumento di capitale (si parla di 5 milioni, ndr) tale da ripianare il debito e dare garanzie per il futuro. Se non verrà fatto, sarà lui a chiedere il fallimento della società». È il sindaco Luca Salvetti, dopo quasi un'ora di videoconferenza con alcuni soci del Livorno Calcio, a scendere sotto il Comune e a parlare con i tifosi che nel frattempo protestano contro la famiglia Spinelli. Salvetti prende il megafono dagli ultrà e sottolinea un passaggio che potrebbe essere decisivo per il futuro: «Gherlone e il gruppo Sicrea hanno capito il quadro e hanno preso atto della situazione. A quel punto è intervenuto Presta (socio di minoranza, ndr) che senza giri di parole ha detto: "davanti a questa vergogna dobbiamo andarcene tutti, io ho già provato a dirlo ad Aldo Spinelli"».
Alla riunione online, convocata nei giorni scorsi da Salvetti per fare il punto della situazione e capire quale sarà il futuro del calcio a Livorno, partecipano anche il presidente Heller e l'avvocato dell'ad Aimo. Aldo Spinelli non c'è. Anzi, come spiega Salvetti, si collega solo su pressione del sindaco e abbandona la videoconferenza dopo pochi secondi. «Ha comunicato che non aveva niente da dire e si è scollegato » svela Salvetti. Non c'è Aldo Spinelli e non ci sono nemmeno Navarra, ormai fuori da ogni discorso per il futuro, e Ferretti, reduce tra l'altro dal fallimento della sua Lucentissima srl con cui deteneva il 17% delle quote. «Ho fatto vedere le immagini delle vostre proteste sotto il Comune ai soci collegati - dice Salvetti ai tifosi - loro stanno cercando di rimpallarsi le responsabilità, ma a noi non interessa». Tra i debiti ci sono anche 446mila euro che la società amaranto deve al Comune per l'affitto dello stadio: 245mila riguardano il periodo antecedente al 2018 e i restanti 201mila sono dell'ultimo biennio. E Salvetti dichiara di essere «pronto a non concedere più lo stadio». —
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