Gioco
Lucchese, la retrocessione in D azzera i contratti dei calciatori professionisti
Si perde anche il 15-20 per cento dei contributi per il minutaggio. Ma resta uno spiraglio per chiedere la riammissione
Nicola Nucci
LUCCA. Non c’è solo la retrocessione che fa male. Ci sono anche gli effetti collaterali rappresentati dal 15-20 per cento dei contributi federali relativi al minutaggio dei giovani che la Lucchese perderà in seguito alla caduta in serie D. Una parte di minori entrate per le casse rossonere.
Tutti i calciatori alla fine della stagione che si concluderà a giugno saranno svincolati d’ufficio e potranno accasarsi in un’altra squadra, e la società rossonera non prenderà nemmeno un euro dalla cessione di qualche under di prospettiva che sarà libero di andarsene, allo stesso modo dei ragazzi delle formazioni giovanili. La retrocessione azzera tutto.
Un peccato per giovani come Nannelli e Panati che la Lucchese aveva messo sotto contratto, mentre il goleador Bianchi era comunque in prestito e torna al Genoa che detiene il cartellino della punta autore di 13 gol, valorizzato all’ombra delle Mura.
Tanti interrogativi
Sul fronte societario per ora nessuna conferenza stampa. «Ci siamo presi un momento di riflessione» commenta il presidente Bruno Russo alla domanda se fosse in programma a breve una conferenza, interrompendo il silenzio stampa, per spiegare ai tifosi e alla città i prossimi passi e i piani per la ripartenza. La dirigenza attende di avere un quadro più chiaro, anche alle luce dei playout che iniziano domenica prossima per decidere le altre retrocessioni con le sfide Legnago-Ravenna e Imolese-Fano nel girone B e Bisceglie-Paganese nel gruppo C.
Ricordiamo che non ci sono spareggi salvezza nel girone A con Pistoiese, Lucchese e Livorno finite tra i dilettanti. Intanto si lavora sottotraccia già all’ipotesi di una riammissione in C. Una strada che non ha costi (solo la fideiussione e la tassa d’iscrizione come per tutte le società per prendere parte al campionato) ma che dipende da quanti posti saranno liberati dai club che non si iscriveranno per problemi economici o fallimento e dalla posizione nella graduatoria secondo determinati criteri dove un “peso” importante è dato dalla classifica finale.
La Lucchese, essendo retrocessa direttamente, parte dietro rispetto alla Pistoiese nel proprio girone e alle formazioni che disputeranno i playout negli altri raggruppamenti. Tra i parametri ci sono anche la tradizione sportiva e la media spettatori degli ultimi anni. La dirigenza rossonera proverà a tornare in C seguendo questa strada. Ma è bene non illudersi e prima di tutto si dovranno ritrovare credibilità e fiducia minate da una bruciante retrocessione. Riparte da una tifoseria che aspetta di conoscere i piani per il futuro. Una società che ha compiuto errori ma che è composta da tutti o quasi ex calciatori della Pantere, ha fatto ripartire la Lucchese dalle ceneri dell’ennesimo fallimento societario e vuole realizzare un nuovo stadio con un progetto già protocollato in municipio, in attesa della conferenza dei servizi preliminare tra tutti i soggetti interessati alla ristrutturazione del Porta Elisa. —
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