Il dolore
La nuova Coppa Italia senza le squadre di C e D
LUCCA. La Lucchese non avrebbe partecipato comunque, ma l’esclusione delle squadre di serie C (29 nella passata stagione) e D (9 nella passata stagione) dalla Coppa Italia la colpisce, così come colpisce tutti i club che ogni anno, pur senza militare nei massimi campionati, coltivano il sogno di giocare almeno una volta contro una big.
«La decisione della Serie A di escludere le squadre di Lega Pro dalla Coppa Italia non solo viola diritti consolidati, ma è espressione di una concezione elitaria del calcio, incapace di avere una visione di sistema»: così dichiara il Presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli. «Lunedì è convocato il Consiglio direttivo della Lega Pro, che adotterà ogni iniziativa per tutelare i diritti delle proprie squadre e per salvaguardare una cultura del calcio che sia rispettosa dei valori più autentici dello sport. Innovare è giusto, ma salvando la coesione del sistema calcio».
Cosimo Sibilia, presidente Lnd, ha commentato il nuovo format con un tweet: «Dopo giorni passati ad ascoltare discorsi per una maggiore considerazione del calcio di base, ecco arrivare l’esclusione dei club di Serie D dalla prossima Coppa Italia. È la perdita di una prospettiva: in altri paesi i dilettanti giocano contro le big, persino sul proprio campo».
Fortemente critico anche Luciano Regolo, direttore di Famiglia Cristiana: «Decisione sbagliata, che delude tifosi e club, e fa male al calcio, – scrive. – Oggi siamo di fronte a un paradosso, anzi a una ipocrisia. Questo nuovo torneo ha motivazioni pericolosamente simili a quelle della Superlega». — A.Sc.
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