Sicurezza
Soltanto la Sambenedettese travolta dai debiti non si iscriverà
Dopo la declaratoria fallimentare lotta contro il tempo per l’asta ma l’acquirente dovrà pagare gli stipendi dei calciatori in rosa nella stagione conclusa
LUCCA. La Lucchese oggi si aggrappa alle disgrazie altrui. Come, del resto, è accaduto in passato ad altre società quando il club, ben tre volte nel giro di undici anni, ha dovuto dire addio al professionismo travolto dai debiti. Stavolta i debiti fortunatamente non c’entrano. La gestione appare sana. C’entra una retrocessione che può essere evitata da una riammissione – senza pagare un euro in più se non la tassa di affiliazione e la fideiussione che devono avere tutti i club che s’iscrivono in Lega Pro – causata dalla mancata iscrizione di un club per ragioni economiche (fallimento) o per rinuncia dettata dalla decisione di un presidente o di un gruppo di soci. Sgombriamo il campo dagli equivoci. Oggi c’è un solo club di Lega Pro che al 99% rinuncerà alla categoria: la Sambenedettese. Il tribunale fallimentare di Ascoli Piceno ha fatto calare il sipario sulla gestione Serafino, noto cantante folk delle zona. Non è stato neanche depositato il libretto al portare con la cifra di 25mila euro richiesta per il pagamento dei commissari giudiziali. Serafino non aveva neppure provveduto al pagamento delle spese per la partita contro la Feralpisalò, gara che ha peraltro sancito l'ammissione nei playoff del club. Una gestione durata dieci mesi e mezzo. Dalla declaratoria fallimentare (il buco è superiore ai 3 milioni) si ripartirà e il processo porterà all'asta del titolo sportivo: l'unica strada per poter poi sperare in una rapida aggiudicazione del titolo sportivo, che darebbe alla città qualche speranza di poter mantenere la C. Cosa comunque difficile, sia per i tempi ristretti, sia perché l'acquirente dovrebbe sobbarcarsi una parte dei debiti riferiti agli stipendi dei giocatori. Ad oggi, il di là di qualche criticità legata al Novara, non risultano altre società destinate a non iscriversi. E se fosse solo una la squadra di C non ammessa la riammissione toccherebbe in primis al Legnago se dovesse perdere i playout con il Ravenna e in secondo luogo alla perdente tra Imolese e Fano. Ammesso che abbiano il conto economico in ordine. —
L.T.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google