Gioco
I 55 anni di Russo, la “Ruspa” rossonera che vuole soltanto un regalo: i playout
Il presidente della Lucchese: «Contro il Renate dobbiamo conquistare ogni centimetro e poi vedremo dove saremo»
Nicola Nucci
LUCCA. È nato il 27 aprile, il giorno di Santa Zita, devota molto cara ai lucchesi. E alla Lucchese, sportivamente parlando, servirebbe un miracolo per agganciare i playout. Vincere col Renate senza fare calcoli, perché è l’unico risultato che consente di giocare gli spareggi salvezza, sperando al tempo stesso che si riduca la forbice su una delle squadre che la precedono (ad oggi la Pro Sesto è a +9, la Giana a +10). «Sono un credente e praticante, ma non voglio mischiare sacro e profano. Ci sono ancora 95 minuti e dobbiamo crederci, abbiamo ancora la possibilità di conquistare i playout» dice il presidente rossonero Bruno Russo, che ieri ha compiuto 55 anni, una buona parte trascorsi a Lucca con i colori rossoneri.
«Ho sempre detto che fino a quando c’è la matematica c’è speranza», un mantra ripetuto da giorni e in vista dell’ultima partita della stagione regolare a Meda sul campo del Renate. L’anno scorso il regalo più bello era stato il ritorno in serie C da presidente e simbolo della rinascita rossonera, dopo essere stato una bandiera in campo (record di presenze) e allenatore della Lucchese. «Stavolta c’è un’impresa molto più difficile, quella di vincere in casa del Renate e sperare che Giana e Pro Sesto non vadano oltre il pareggio rispettivamente contro Pistoiese e Livorno. Ci sono diverse combinazioni per restare a galla e andarci a giocare gli spareggi, ma non si può prescindere dalla nostra vittoria dopo quella col Lecco che ci ha tenuto in vita. È un’impresa che dobbiamo alla città, ai tifosi, alla storia di questo club con 115 anni alle spalle».
La Lucchese è obbligata a vincere per salire a 34 punti. «Il parallelo è con Correggio nel 2014 quando avevamo un solo risultato, quello di vincere per superare la Correggese. Allora però era un testa a testa, questa volta dipendiamo non solo da noi stessi ma anche dagli altri. C’è il rammarico per i punti persi per strada col Giana avanti 3-1 e Pro Sesto, e a Piacenza in vantaggio a dieci minuti dalla fine. Inutile però piangere sul latte versato, guardiamo avanti. Queste sfide però si decidono per una questione di centimetri come diceva Al Pacino in Ogni maledetta domenica, dobbiamo conquistare ogni centimetro e poi vediamo dove saremo in classifica. Si gioca su più tavoli, prima per provare ad arrivare ai playout e poi per migliorare la classifica e la posizione finale nell’ottica di una riammissione per quale faremo tutti i passi necessari».
Russo ha già vissuto da vice allenatore rossonero di Osvaldo Jaconi l’unico playout nella storia rossonera da quando esiste questa formula, nella stagione 2002-03, l’anno dopo avere sfiorato la B nella maledetta finale playoff con la Triestina. «Questa volta però è più complicato, non siamo solo padroni di noi stessi – dice Russo. – Cosa ho detto ai ragazzi? Che queste imprese si decidono per dettagli, che bisogna metterci cuore e anima. Bianchi e Cruciani protagonisti? Bianchi è uno dei giovani più forti della categoria e speriamo nei suoi gol ma è importante l’esperienza dei veterani come Cruciani e Meucci».
I tifosi rossoneri ormai sono abituati ad emozioni forti, ad un’altalena di sensazioni. Negli ultimi sei anni promozione in C, fallimento e ripartenza dalla D nel 2019, ritorno in C dopo un anno ed ora è nuovamente vicino il baratro dei dilettanti con ancora un ultimo giro per evitare il disastro.
Un altro compleanno in pandemia. Come lo festeggia la mitica “Ruspa” rossonera? «Molto semplicemente, a fari spenti come piace me, insieme alla mia famiglia e alle persone care».
Per la sfida di Meda si va verso la conferma di quasi tutto l’undici che ha battuto il Lecco, con Cruciani e Meucci mediani, Nannelli e Panati esterni, con Marcheggiani e Bianchi in attacco. Unico dubbio in difesa col ballottaggio Benassi-Panariello, e le alternative Zennaro e Sbrissa a centrocampo. —
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