Sicurezza
Lucchese, vittoria dell’orgoglio ma ora serve un altro miracolo
I tre punti contro il Lecco non bastano senza un risultato positivo con il Renate e il contemporaneo ko della Pro Sesto
Lo stadio di Meda il 2 maggio 2021 come quello di Correggio il 4 maggio 2015. Servirà un’impresa epica alla Lucchese per giocarsi la salvezza ai playout. Battendo in trasferta il Renate dell’ex ds Antonio Obbedio (oltre a Sorrentino, Santovito e Magli) – nella speranza che Giana (impegnata a Gorgonzola con l’altra pericolante Pistoiese) e Pro Sesto (che gioca al Picchi contro il Livorno, fanalino di coda, ma non ancora condannato dalla matematica) non facciano risultato pieno – può rientrare nella forbice degli otto punti e disputare gli spareggi per restare in C. A novanta minuti dal termine del campionato, in casa rossonera ci si aggrappa a tutto. Anche se, sulla carta, il destino pare segnato.
Non solo. Potrebbe verificarsi, e non è affatto da escludere, quanto ipotizzato alcune settimane orsono. Cioè che, per la prima volta nella storia del calcio (eccezion fatta per la riforma della stagione 1978-79), le formazioni a retrocedere nei dilettanti siano tre città della Toscana che amano il calcio in modo viscerale: Livorno, Lucca e Pistoia. La classifica (Livorno 30, Lucchese e Pistoiese 31, Pro Sesto 40 e Giana 41) parla chiaro e non lascia adito a dubbi di sorta.
La Lucchese vince in casa contro il Lecco la sesta partita su 37 giocate – la prima dopo tre da capo allenatore per Oliviero Di Stefano che ieri non ha sbagliato una virgola, sia in relazione al 4-4-2 mandato in campo dall’inizio, sia nella gestione e nella rotazione dei cambi – mettendo sul rettangolo verde, specie nella ripresa, orgoglio, determinazione, senso di appartenenza, rabbia agonistica. Tutte qualità che raramente si sono viste in questa tribolata stagione che resta tra le più brutte degli ultimi 50 anni. Qualità che, quando mancavano undici minuti più cinque di recupero alla fine della contesa con i blucelesti, hanno improvvisamente riacceso la fiammella della fiducia nel clan rossonero. Con un pari, infatti, sarebbe stata retrocessione sicura. Una vittoria che non fa una grinza, ma che non può essere ingigantita oltre il limite perché il Lecco gioca per 45 minuti in inferiorità numerica (nell’ultimo successo nel derby con la Pistoiese si era verificata una situazione identica con gli orange che avevano terminato addirittura in nove) e deve rinunciare per squalifiche ed infortuni a sei titolari (il portiere Pissardo, i centrali della difesa Merli Sala e Marzorati, gli inamovibili della mediana Bolzoni e Marotta e il bomber Capogna) rendendo più semplice la vita ai rossoneri. Per mister D’Agostino continua la tradizione negativa contro la Lucchese. In sei partite, sia in campo che in panchina, neanche una vittoria. Tre punti fondamentali che portano la firma di Bianchi, Cruciani e Pellegrini, autentici trascinatori in un secondo tempo di grande intensità agonistica. Il primo confeziona l’assist in occasione del penalty e svaria su tutto il fronte offensivo andandosi a prendere la sfera in mezzo al campo e retrocedendo anche dietro a difesa del risultato; il secondo dirige il reparto mediano con ordine e precisione e segna il penalty che consente ai rossoneri di restare vivi mentre il terzo si dimostra ancora una volta duttile a livello tattico. La Lucchese si presenta con un classico 4-4-2 con Nannelli e Panati sugli esterni e Bianchi Marcheggiani contrapposto al 3-5-2 dei lombardi. Venti minuti di studio, una conclusione per parte (Bianchi che calcia sul portiere e Nannini che costringe Pozzer a una bella respinta) e squadre al riposo. Nella ripresa esce fuori la Lucchese che non t’aspetti. Zennaro prende il posto di Nannelli (alle prese con la pubalgia) e il modulo cambia passando al 4-3-3. L’espulsione di Celjak, che ferma Bianchi lanciato a rete, cambia le carte in tavola. Il Lecco rincula e ci prova di rimessa con il temibile Iocolano, la Lucchese fa la partita. L’ingresso di Petrovic per l’assalto finale mette alle corde gli ospiti e al 33’ st l’assist filtrante del bomber rossonero per Marcheggiani costringe il portiere Borsellini all’uscita disperata che prova il rigore. Cruciani si prende la responsabilità e calcia nel sette dove l’estremo ospite non può arrivare. Il Lecco è ko e nel recupero Petrovic coglie il palo con il portiere in uscita. —
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