Sicurezza
Gesam Lucca, dopo la salvezza il presidente potrebbe dimettersi
Rodolfo Cavallo sembra pronto a concludere la sua avventura iniziata nel 2008 e che ha portato la società alla conquista della massima serie e dello scudetto
Alessandro Petrini
LUCCA. La serata della salvezza raggiunta contro Battipaglia potrebbe essere stata l’ultima di Rodolfo Cavallo alla guida della società. Un cambio al vertice che potrebbe avvenire nelle prossime settimane e che per certi versi segnerebbe la fine di un’era. Rodolfo Cavallo si era avvicinato al club biancorosso nell’estate del 2008 da direttore generale di Ducato, main sponsor della squadra che, da neopromossa in A2 arrivò fino a un passo dalla serie A1 perdendo la finale contro Cavezzo. L’anno successivo, con le dimissioni di Jolanda Zambon, fu lui a raccogliere il ruolodi presidente dando il via a un ciclo glorioso che ha portato la società prima in A1 – nel 2010 grazie alla vittoria di Cagliari e a un campionato di vertice – e poi con continui campionati di vertice che hanno portato allo scudetto del 2017, il punto più alto della storia della società. Dodici anni in cui ha svolto il ruolo soprattutto di garante economico dell’intera attività, per poi delegare ai dirigenti e ai tecnici tutta la parte operativa, contribuendo a far crescere una società che nel frattempo è riuscita a portare per due volte a Lucca la Nazionale femminile, a organizzare un Opening Day di A1 e due Final Four di Coppa Italia, in quello che finora è stato il miglior periodo non solo per il Basket Le Mura ma per l’intera pallacanestro in città.
La vittoria in gara 2 contro Battipaglia ha chiuso una stagione complicata con tanti problemi da affrontare a partire dalla fuga dell’americana, per arrivare al Covid, alla partenza di Spreafico e a un calendario fittissimo che ha portato a una striscia negativa di 10 sconfitte di fila. Tutto messo in archivio con il titolo sportivo conservato sul campo.
«Si può gioire di una salvezza a 4 anni dallo scudetto? – si chiede Rodolfo Cavallo subito dopo la partita –. Certamente sì, quando si è raggiunta con fatica, impegno, dignità e con una ammirevole capacità di fronteggiare tanti ostacoli e di rimediare ai propri errori. Perché di errori ne abbiamo commessi: ne siamo consapevoli e ci sarà tempo per valutarli».
È nel finale del suo intervento che si legge una prospettiva per il futuro, che si vuole guardare «con poche solide certezze: progetto in mani sicure, attenzione alla sostenibilità di lungo periodo, spazio alle giovani senza derogare dalla competitività».
Rimangono ancora da chiarire i tempi delle sue dimissioni e soprattutto chi prenderà il suo ruolo alla guida della società, oltre al fatto se questo avvicendamento avrà poi ripercussioni dirette sugli equilibri interni.
L’altro interrogativo riguarda anche la guida tecnica della squadra, con Francesco Iurlaro che ha ancora tre anni di contratto e quindi è il candidato naturale per sedere sulla panchina biancorossa anche nella prossima stagione. Nell’intervista a fine gara però l’allenatore è stato molto cauto parlando del suo futuro: «Con la società non ne abbiamo ancora parlato, ci dobbiamo incontrare per parlare del futuro. Si vedrà». Una frase che lascia tutto in sospeso e aperta ogni possibilità.
Sicuramente il contratto e la sua predisposizione a lavorare con le giovani sono un punto a favore, soprattutto per una società che vuole proseguire con la linea verde. Sotto la lente però ci sarebbe anche la sua gestione in alcuni momenti dell’anno e la difficoltà avuta nel rapporto con atlete come Ravelli e Spreafico. —
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