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Giannecchini vola dai pali alla racchetta: «La pandemia non ferma la passione»

Michele Citarella
Giannecchini vola dai pali alla racchetta: «La pandemia non ferma la passione»

Con lo stop al calcio il portiere del Fornaci sì è reinventato tennista nelle pause del suo lavoro di trasporto dei vaccini 

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FORNACI DI BARGA. Tra i portieri del pallone dilettantistico della Lucchesia è stato uno dei più affermati; sicuramente lo è stato nella Valle del Serchio. Daniele Giannecchini, classe 1980, è stato attivo tra i pali fin dai settori giovanili, affermandosi poi in diverse squadre nella sua lunga carriera, all’interno della quale spiccano le esperienze con Sacro Cuore, Filecchio, Pian di Coreglia e, ultima in ordine cronologica ma anche in passato, difendendo i pali del Fornaci ove aveva iniziato la stagione “attuale” .

Tutto questo è storia passata, o almeno storia interrotta: «La pandemia ha fermato il calcio, – dice – ma non la passione per il calcio. Non sono certo di primo pelo e avevo in mente anche l’idea di smettere per intraprendere l’esperienza di allenatore. Ma smettere in questo modo, smettere per la pandemia, è spiacevole e credo quindi che la prossima stagione sarò a fare regolare preparazione e a rimettermi i guantoni tra le mani».

La pandemia, lo stop agli sport di squadra rendono però consapevole Daniele delle sue capacità anche con in mano una racchetta. Il fratello Marco è l’artefice di questa passione scoperta per il tennis: «Finito il lockdown totale, è stato lui a convincermi a prendere in mano una racchetta, cosa che non facevo da tantissimi anni. Un po’ per il ritrovato piacere, un po’ perché costretti e limitati con il calcio e con altre attività, ho scoperto il piacere del tennis, tanto da iscrivermi al Tc Valle del Serchio di Gallicano».

La scelta si rivela azzeccata e le soddisfazioni non mancano: le mani non respingono più tiri e colpi di testa dei bomber ma bensì le palline gialle a mezzo racchetta ed ecco il successo al torneo Tpra che si è svolto un mese fa a Bagni di Lucca. «Sono contento – dichiara il calciatore-tennista – perché mi tengo attivo e perché sento il bisogno di un po’ di sano agonismo. Ho acquisito un punteggio importante e chissà che non possa prendere parte alle fasi regionali e magari a quelle nazionali. Un bel diversivo anche se tra famiglia, figli e lavoro non mi mancano comunque gli impegni».

Ed è proprio dal lavoro che arriva la novità più importante dell’esperienza della pandemia per Daniele Giannecchini. La ditta per cui lavora, anche qui con il fratello, è da gennaio scorso in prima linea per la distribuzione del tanto atteso vaccino anticovid. Chiggiato Trasporti, impresa veneta con una sede distaccata anche a Fornaci di Barga, è stata individuata come adatta al trasporto delle preziose dosi che dovrebbero permettere la fine della crisi sanitaria ed economica.

Giannecchini spiega l’impegno della sua azienda: «Ha conseguito la certificazione per il trasporto dei prodotti farmaceutici e si è prestata per viaggiare in tutta Europa per reperire dosi e trasportarla in tutto il territorio nazionale. Inutile negare che siamo orgogliosi del lavoro che stiamo facendo. L’adeguamento dei mezzi e l’avvio dell’iter autorizzativo è stato impegnativo e l’auspicio è che possa essere utile a favorire la ripartenza non solo del trasporto dei vaccini ma alla ripartenza di tutto il territorio nazionale».

Con il vaccino distribuito in grandi dosi grazie anche al proprio diretto lavoro, sarà ancora più bello tornare a difendere i pali del Fornaci così come sarà altrettanto bello giocare a tennis. —


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