Gioco
Bama ospita al Palabox la formazione del Pescia in una sfida ricca di ostacoli
ALTOPASCIO. È già tempo di tornare in campo per il Bama che tre giorni dopo il netto successo nel derby contro la Libertas scende di nuovo sul parquet del Palabox per il recupero della seconda giornata contro Pescia.
L’avversario è giovane e si candida già a sorpresa di questa primissima parte del campionato perché dopo la sconfitta alla prima giornata contro Castelfranco di Sotto è riuscita a centrare due successi di fila mettendo fieno in cascina in vista della qualificazione alla seconda fase e della conquista della salvezza. Una partita quindi da tenere in considerazione, visto che poi nella seconda fase le squadre si porteranno dietro i risultati di queste prime partite.
I pesciatini si presentano al via con una formazione giovanissima in cui il giocatore con più esperienza è Niccolai, che ha appena ventitre anni.
Non mancano poi prospetti di interesse come il play Sodini, il lungo Gherardini, lo stesso Niccolai e Ciervo. Alla guida della squadra c’è Stefano Dari, allenatore livornese con grandissima esperienza alle spalle e conosciuto in tutto l’ambiente.
Sulla carta questa sarà la partita a maggior coefficiente di difficoltà rispetto a quelle disputate finora. Il ritmo e gli ottimi fondamentali dei pesciatini rappresentano la maggiore incognita per i ragazzi dell’allenatore Giuntoli. Dall’altra però il Bama Altopascio, nonostante le enormi difficoltà da affrontare a causa della pandemia, fatte di quarantene e defezioni, finora ha mostrato di avere un’ottima difesa mentre deve ancora trovare il giusto ritmo in attacco, soprattutto nel tiro dall’arco, che nella pallacanestro moderna è sempre di più un fattore decisivo.
Il dato difensivo però è piuttosto eloquente, con appena 44 punti di media concessi agli avversari nelle prime tre uscite stagionali. Una cosa che non si vede tutti i giorni.
Dalla partita di domenica la squadra ha avuto un giorno di riposo e poi solo un allenamento a disposizione, con tanti giocatori rosablu che sono ancora alle prese con diversi problemi muscolari dovuti ai quindici giorni di stop per l’isolamento fiduciario. —
Alessandro Petrini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google