Il Tirreno

Lucca

Lucchese travolta dagli apuani certifica la retrocessione in D

Luca Tronchetti

Il cambio in panchina non serve: la Carrarese domina e segna tre gol. I rossoneri mostrano la loro pochezza tecnica

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Luca Tronchetti

Il cambio in panchina serve soltanto alla Carrarese. Che domina in lungo e in largo, rifila tre gol ai rossoneri (e sono 59 le reti subite), e si salva con 180 minuti d’anticipo regalando a Totò Di Natale la sua prima vittoria da capo allenatore tra i professionisti. Di contro la Lucchese – che aveva esonerato Giovanni Lopez dopo due pari di fila promuovendo il vice Oliviero Di Stefano, bandiera del club ed ex mister dei giallo azzurri nel 2005-2006 – fornisce una prestazione disarmante con scelte tecniche davvero cervellotiche. Come, per esempio, sistemare lo spaesato Dalla Bernardina davanti alla difesa a fare dai play (lui che è un difensore) con Cruciani versione trequartista in un 4-4-2 con rombo a centrocampo che ha finito per favorire il gioco dei marmiferi senza invece adottare le necessarie contro misure per fermare sull’out destro lo scatenato Manzari che si è mangiato Maestrelli e ha segnato, su calcio da fermo, il gol del vantaggio dei locali. Il tutto lasciando fuori l’ex Panati che, nel girone di ritorno e per lungo tempo, era stato il più brillante dei suoi e che, guarda caso, entrato nella ripresa ha poi realizzato con un bel diagonale da fuori la rete della bandiera nei minuti finali. Che dire poi dell’impiego del bomber Bianchi come punta esterna visto che il solito Petrovic non ha toccato un pallone? La partita della vita si trasforma per la Lucchese in un’autetica Caporetto che testimonia, se ancora ve ne fosse bisogno, la pochezza tecnica di una squadra che adesso deve pensare esclusivamente all’ipotesi della riammissione nella speranza che, oltre alla Sambenedettese (attualmente in concordato preventivo e a rischio fallimento), vi siano un paio di club che per ragioni economiche la prossima stagione non si iscrivano al campionato di serie C. Permetteteci di dubitare che in casa contro il Lecco e in trasferta contro il Renate questa Lucchese possa conquistare sei punti e sperare che la Giana e la Pro Sesto non riescano a muovere la classifica visto che entrambi, guardando il calendario, due o più punti possono farli senza grandi problemi.

Allo stadio dei Marmi è la Carrarese a menare subito le danze prendendo possesso del centrocampo dove Foresta canta e porta la croce e pare incontenibile e con un passo doppio rispetto all’altro ex Meucci. Non solo. Gli apuani affondano i colpi sulla corsia destra dove il redivivo Manzari spinge e dribbla a ripetizione lasciando sul posto Maestrelli che dopo 22’ si becca subito il giallo. Bastano un paio di calci da fermo per mettere in apprensione la retroguardia ospite e su corner di Pasciuti, Manzari stacca di testa e infila Pozzer. La Lucchese? Non pervenuta. Mai un’iniziativa, mai un tiro nello specchio della porta.

Nella ripresa Di Stefano cambia tutto. Entra Panati, Cruciani va a fare il play, Dalla Bernardina il terzino. Ma la musica è sempre quella. Al di là di un timido tentativo di alzare il baricentro, la Carrarese gioca come il gatto con il topo. E l’ingresso dell’esperto Marilungo è la mossa da scacco matto. Prima un lancio smarcante, poi un colpo di tacco illuminante mandano in porta Piscopo che non perdona e dopo un anno rispedisce all’inferno la Lucchese vendicando la retrocessione, per mano ospite, nella stagione 2009-10. —

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