Lucchese, undici anni fa l’ultima vittoria
Quel successo condannò gli apuani alla retrocessione in D mentre i rossoneri conquistarono la promozione in C1
Luca Tronchetti
LUCCA. Undici anni fa l’ultima vittoria allo stadio dei Marmi. Un successo che, da quelle parti, si ricordano ancora. Perché la Lucchese del tandem Favarin-Giovannini vinse il campionato di Seconda Divisione proprio grazie a quel 2-0 con reti firmate dal brasiliano Carloto, che oggi vive a Londra e non si occupa più di calcio, e della mezz’ala Potenza e conquistò matematicamente l’accesso alla Prima Divisione, la ex C1. Di contro i marmiferi, con quella sconfitta, diedero addio alle possibilità di salvezza sprofondando in serie D. Ma, per loro fortuna, a causa di una serie di fallimenti e non iscrizioni vennero ripescati e l’anno successivo (2010-11) non solo si ripresentarono ai nastri di partenza del campionato di Seconda Divisione, riuscirono – con Francesco Monaco in panchina e Maikol Benassi nell’undici titolare – a vincere i playoff e salire in Prima Divisione. Passando, nel giro di dodici mesi, dal dramma sportivo alla festa promozione. Questo per ricordare che nel calcio, come nella vita, non c’è niente di scontato e di certo. E che anche la Lucchese, data per spacciata, può sia attraverso il «miracolo» dei playout, sia attraverso la riammissione (stando all’ex ds del Catania, Pietro Lo Monaco, oltre alla Sambenedettese ci sarebbero altre formazioni a rischio iscrizione la prossima stagione) coltivare la speranza di mantenere anche l’anno prossimo la categoria conquistata dodici mesi fa con pieno merito.
LA STATISTICA
Che lo stadio dei Marmi (con la famosa Fossa dei Leoni) fosse un terreno ostico per la Lucchese non è storia di oggi. Dal 1927 ad oggi sono trenta i precedenti in terra apuana tra i due club. Quattordici le vittorie degli azzurri, nove i pareggi e soltanto sette i successi ottenuti dalla Pantera di cui cinque ottenuti nel Dopoguerra.
Dal ritorno della Lucchese in Lega Pro (2014-2015) al suo addio, non dovuto ad una retrocessione sul campo ma al terzo fallimento in undici anni, al professionismo (2018-19) i rossoneri hanno davvero raccolto pochissimo nel derby in casa degli apuani. In cinque partite, quattro sconfitte e un solo pareggio nella stagione 2016-17 con Giuseppe Galderisi in panchina.
In questa sfida d’altri tempi il record di gol segnati appartiene agli apuani Dazzi (stagione 1927-28) e Ricci (1928-29 e 1929-30). Tra i rossoneri invece doppiette di Marianetti (1932-33, amico di Mario Tobino e a fine carriera dipendente dell’ospedale psichiatrico di Maggiano) e Giraldi (2000-01, attuale allenatore della Juniores del GhiviBorgo in serie D).
I DOPPI EX
Nel confronto di domani tanti gli ex tra campo e panchina. Primo tra tutti Maikol Benassi dal 2010 al 2015 difensore centrale degli apuani con 100 presenze e 2 reti dopo aver fatto le giovanili con la Lucchese ed essere tornato la scorsa stagione ad indossare la casacca rossonera. Poi Matteo Meucci, classe 1983, nato a Carrara e che ha mosso i primi passi nelle giovanili apuane. Stesso discorso per Matteo Panati, 20 anni a giugno, nato a Pescia, ma passato dal vivaio dei marmiferi. E che dire di Oliviero Di Stefano che, dopo la splendida avventura con la Lucchese (sesto rossonero di ogni epoca con 238 presenze in campionato), nel 2005-06 guidò la Carrarese in C2 sostituendo Renzo Gobbo e salvando gli apuani dalla retrocessione. Per quanto riguarda invece la Carrarese gli ex sono due: Gianluca D’Auria, 24 anni, attaccante, 5 presenze e zero reti da gennaio a giugno 2017 con prima Galderisi e poi Lopez in panchina, che non sarà della partita perché infortunato di lungo corso e il collaboratore tecnico del neo mister Totò Di Natale, l’ex portiere Stefano Pardini, con 4 presenze nella stagione 2010-11 in Prima Divisione con la maglia della Lucchese giunta settima in classifica, ma che a fine stagione fallì per la seconda volta in poco più di tre anni.
LA CLASSIFICA
Carrarese 40 punti, Lucchese 28. Dodici lunghezze sono un’enormità a 270 minuti dal termine. Ma a guardar bene gli ultimi risultati forse a star meglio sono proprio i rossoneri. Il confronto nelle ultime cinque partite è impietoso: apuani con cinque sconfitte e zero gol fatti, rossoneri con 5 punti in altrettante partite (vittoria con Pistoiese, pari a Piacenza e in casa con il Livorno e sconfitte ad Alessandria e a Gorgonzola con la Giana Erminio). Sulla carta quindi la partita è aperta ad ogni risultato. Molto dipenderà dall’approccio mentale in seguito al cambio di allenatore sulle due panchine con Antonio Di Natale alla sua prima esperienza da capo coach e Oliviero Di Stefano che torna a rivestire un ruolo che conosce molto bene. —
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