La protesta
Lucio Nobile: domenica è una vera finale bisogna assolutamente artigliare i tre punti
Colonna rossonera per cinque anni, con la Lucchese sfiorò la B. «Da tifoso dico che possiamo ancora giocarcela»
Nicola Nucci
LUCCA. Dopo l’incoraggiamento di Morgia è un’altra ex bandiera a spingere la Lucchese nella corsa finale per salvare la categoria. Lucio Nobile è stato una colonna rossonera dal 1975 al 1980 in serie C con 158 presenze e 6 gol. Uno dei protagonisti della Lucchese che accarezzò anche il sogno della B trascinata da oltre 6 mila tifosi a Ferrara. «Ci sono ancora tre partite per sperare - dice – ma non bisogna sbagliare la prima mossa, a Carrara bisogna artigliare i 3 punti e poi giocarsi tutto contro Lecco e Renate».
In panchina negli ultimi 270 minuti ci sarà Oliviero Di Stefano, subentrato al posto dell’esonerato Giovanni Lopez. «Da ex allenatore conosco le vicende del calcio e quando si viene esonerati significa che qualcosa non ha funzionato – dice l’ex terzino torinese ma lucchese d’adozione – bisognerebbe però conoscere le dinamiche interne per sindacare la scelta della dirigenza. La sensazione è che si è aspettato fino all’ultimo per provare ad invertire la rotta, ma non avrei mandato via Monaco per i suoi trascorsi nella Lucchese e la sua carriera era il tecnico giusto. Il suo esonero è stato affrettato. Anche Lopez non è certo uno sprovveduto, aveva già fatto molto bene a Lucca. Qualcosa però è andato storto e il presidente Russo ha preferito giocarsi questa carta per stimolare e responsabilizzare di più la squadra. Sono scelte difficili, ma quando si è penultima in classifica tutto l’ambiente ha sbagliato qualcosa. La speranza da ex calciatore rossonero e da tifoso della Pantera è che Di Stefano sappia trasmettere carica e serenità per riuscire ad acciuffare i playout nelle ultime tre partite».
Nobile entra nelle pieghe della gara in notturna al “dei Marmi” di domenica. «Sarà un finale al cardiopalma con uno sguardo allo schermo per vedere la partita e un altro ai risultati dagli altri campi».
Il derby con la Carrarese si deve giocare nella testa prima che in campo. «È una sfida aperta ad ogni risultato, un playout anticipato: la Carrarese dopo cinque ko si è improvvisamente ritrovata in acque agitate, questo quadro psicologico potrebbe favorire i rossoneri».
La retrocessione nel 1979 è una brutta pagina nella storia rossonera. Un boccone amaro anche per Nobile: «L’anno prima avevamo conteso la serie B alla Spal che era uno squadrone, la Lucchese era un’outsider ma c’era un forte spirito di squadra e abbiamo fatto sognare il popolo rossonero. La stagione successiva è stata rinnovata parte della dirigenza ed è stato fatto l’errore di farsi scappare Romeo Anconetani che poi fece grande il Pisa. Arrivarono tanti calciatori ma lo spogliatoio alla lunga è saltato. Non lo so se ci sono analogie con l’attuale Lucchese che in queste ultime tre gare deve giocare da squadra». —
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