Sicurezza
Morgia, un cuore dipinto di rossonero «Forza Lucchese, non devi mollare»
Il settantenne allenatore eletto come miglior stopper nella storia della Pantera incita la squadra «I playout sono ancora alla portata se i giocatori mettono in campo grinta e senso di appartenenza»
Nicola Nucci
LUCCA. «Le ultime tre partite devono essere affrontate all’arma bianca: la Lucchese deve gettare il cuore oltre l’ostacolo». Massimo Morgia, indimenticato difensore della Lucchese degli anni settanta e tecnico capace di insegnare calcio e valori sani, incarna lo spirito battagliero, la voglia di non arrendersi mai. Dall’ex stopper nella formazione di tutti i tempi del Centenario, con i colori rossoneri tatuati sulla pelle e nel cuore, il messaggio alla squadra di Lopez di provarci fino all’ultimo.
«Sono d’accordo con il presidente Bruno Russo: fino a quando c’è la matematica la Lucchese deve lottare. Da tifoso mi aspetto una squadra che in questi 270 minuti metta in campo la grinta e l’orgoglio di difendere una maglia e una società con 115 anni di storia. La Carrarese è in crisi, ha cambiato allenatore. Sarà una gara aperta». Il più famoso baffo rossonero, che lo scorso 7 aprile ha compiuto 70 anni tra gli affetti della famiglia, non ha perso in rv una gara dei rossoneri. «In casa le ho viste tutte quando il campionato era fermo e poi da quando a marzo ho lasciato la Vigor Lamezia. Ho visto una Lucchese timorosa e impaurita e la paura di perdere annulla la voglia di vincere. Con i tre punti i pareggi come quello con il Livorno servono a poco. La Lucchese era partita bene poi si è bloccata e gli amaranto hanno cercato con più coraggio la vittoria. Bianchi, anche se con il Livorno è stato sottotono, ha un talento e un futuro importante, mi piace Nannelli che è un’ala come una volta che salta l’uomo anche se dovrebbe giocare più avanti per sfruttare le sue qualità offensive negli ultimi 25 metri. Bene anche Panati, Adamoli e mi ha sorpreso il portiere Pozzer. Poi c’è Meucci: un centrocampista di quantità e dalla volontà che dà sempre tutto». Un finale ancora aperto per il tecnico romano: «Sono tre gare difficili contro Carrarese, Renate e Lecco ed è chiaro che molto dipenderà anche dagli altri risultati, ma la Lucchese può ancora agguantare i playout. Sono vicino a questa dirigenza che avrà il mio sostegno. Hanno avuto il coraggio di averci messo la faccia da persone che abitano a Lucca ed hanno indossato la maglia rossonera come Russo, Di Stefano, Carruezzo, Deoma, gli storici Vannucchi e Tambellini e Santoro tra i promotori della rinascita che sanno bene che un club è storia, passione e cuore. Sarebbe una beffa retrocedere dopo essere ripartiti con una società di lucchesi che vuole realizzare il nuovo Porta Elisa, dopo tanti fallimenti e avventurieri venuti a Lucca». Morgia ha una ferita aperta: la retrocessione sul campo nel 1979. «Eravamo partiti per andare in B e siamo retrocessi. La più grande delusione della mia vita calcistica. Mi fa male rivedere una Lucchese che rischia la D, sapendo che risalire sarebbe molto difficile con altre nobili decadute La speranza è la riammissione, ma è importante arrivare con il miglior piazzamento. Forza Lucchese, non mollare». —
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