Toscana
Lucchese verso il derby senza cambi Lopez si affida all’undici di Piacenza
Stagione finita per Papini, Coletta, Bitep, Zennaro, Caccetta e Adamoli. La punta Marcheggiani forse va in panchina
Luca Tronchetti
LUCCA. E se fosse la Carrarese la squadra da prendere in esame per evitare la forbice degli otto punti? A giudicare dalle cinque sconfitte consecutive gli apuani paiono davvero in caduta libera e quindi, più che la Giana, la Pro Sesto o il Piacenza, la formazione da poter avvicinare per giocarsi gli spareggi salvezza. La nuova batosta esterna (3-0 a Gorgonzola contro l’AlbinoLeffe) condita con una nuova espulsione rendono ancora possibile l’impresa di agguantare i playout. A patto però che oggi alle 15 – nel derby più povero e triste del nuovo millennio (vuoi per la pandemia, vuoi per l’imbarazzante posizione di classifica delle due squadre) – la Lucchese torni a vincere e si porti a quota 30 in modo da giocarsi, domenica prossima allo stadio dei Marmi, le ultime carte contro la derelitta Carrarese che pare una nave in un mare in tempesta (la posizione in panchina di Silvio Baldini è ancora salda?)
La FORMAZIONE
C’è un problema che attanaglia da tre mesi a questa parte la Lucchese: gli infortuni. L’elenco dei calciatori che hanno concluso la loro stagione si allunga giorno dopo giorno. E alla punta Bitep e al portiere Coletta si sono aggiunti il difensore Papini, l’esterno sinistro Adamoli, il metronomo Caccetta e il centrocampista Zennaro. Per tutti la stagione 2020-21 è terminata. Ergo, Lopez sarà costretto ancora una volta a fare di necessità virtù. Cioè giocare praticamente senza cambi. La situazione è talmente complicata che c’è il serio rischio che Francesco Marcheggiani si sieda in panchina per onor di firma o, peggio ancora, se ne resti in tribuna. Tanto che è in preallarme il ragazzino della Berretti, Mattia Durante, classe 2002. E c’è di peggio. Giovanni Nannelli, uno dei protagonisti di questa travagliata stagione che è sceso in campo più di tanti altri veterani, in settimana si è fatto male e non è in perfetta condizioni fisiche. Un suo forfait costringerebbe l’allenatore a schierare dall’inizio Giogio Lionetti che è stato reintegrato non più tardi di tre settimane fa e non ha nelle gambe i novanta minuti in alternativa a Michel Cruciani da tempo messo in disparte vuoi per una serie di problemi fisici, vuoi per scelte tecniche. Insomma parafrasando un vecchio proverbio partenopeo “l’acqua è poca e la papera non galleggia”. Di contro invece i rossoneri troveranno un Livorno motivato dalle due vittorie in altrettante partite e pronto a vendere cara la pelle. Se la Lucchese non vince da vent’anni in casa con gli amaranto, i labronici non battono i rossoneri sul proprio terreno da quasi 45 anni (stagione 1976-77) quando s’imposero con un’autorete di capitan Cisco.
Per quanto riguarda l’undici da mandare in campo il tecnico romano conferma la squadra (eccezion fatta per Marcheggiani sostituito da Petrovic)che ha conquistato un punto al Garilli. A Dumancic sarà preferito Panariello che oggi offre maggiori garanzie. Parafrasando la grande Mia Martini per la Lucchese «è l’ultima occasione per vivere». Vietato perderla. —
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