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Elisa Romani debutta firmando due ace

Eva Bertolacci
Elisa Romani debutta firmando due ace

Un biglietto da visita lusinghiero per la giovane alzatrice della Nottolini Capannori fan di Lo Bianco e poi di Orro

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capannori. Un esordio indimenticabile per Elisa Romani: nell’ultima sfida contro Acqui Terme la giovane alzatrice in forza alla Toscanagarden Nottolini Capannori è entrata nel secondo set per un turno in battuta. E che turno! Su quattro servizi la classe 2002 originaria di Monsummano Terme ha messo a segno ben due ace. Impossibile chiedere di più... «È stato un mix di emozioni bellissime – conferma la diretta interessata – quando il coach Stefano Capponi mi ha chiamato per entrare in campo non avevo neanche capito che volesse far debuttare me, fra la confusione e le mascherine infatti non è sempre facile sentirsi a bordo campo. Si è trattato di un ingresso inaspettato, è stato bellissimo toccare di nuovo il parquet dopo tanto tempo e in una categoria come la B1. E dire che l’anno scorso facevo la Serie D… All’inizio avevo un po’ d’ansia naturalmente, ma mi sono subito concentrata e sono rimasta fredda per servire, una cosa in cui riesco bene è mantenere la giusta freddezza in campo».

Elisa è arrivata in bianconero l’anno scorso, dove in campionato si divideva fra Under 18 e Serie D. Quest’anno il triplo salto di categoria, chiaramente quando hai davanti a te una certa Francesca Bresciani il posto in campo in cabina di regia diventa un po’ una chimera... «So benissimo che in un ruolo come il nostro che è determinante la titolare in campo è lei. Ma ci aiutiamo molto l’una con l’altra in allenamento... La forza di questa squadra è che c’è molta intesa fra le giovani e le più esperte, all’inizio avevo il timore di non essere all’altezza, ma le titolari sanno far entrare bene in campo le più giovani, ci aiutiamo reciprocamente».

All’ultimo anno di Istituto tecnico del turismo, single, dando uno sguardo al futuro cosa vede?

«Vorrei proseguire negli studi, mi piacerebbe fare Scienze politiche, specializzandomi in comunicazione e media. Sono molto curiosa, mi piace tenermi informata, guardo i telegiornali e i programmi di attualità per seguire la pandemia, consulto i giornali on line controllando bene la fonte».

Cosa fa nel tempo libero?

«Mi piace molto leggere, vorrei avere più tempo per i libri. Gli ultimi che ho letto? “Se questo è un uomo” di Primo Levi e “Il grande Gatsby” di Fitzgerald in lingua originale. A scuola studio inglese, spagnolo e tedesco e in futuro vorrei visitare bene questi paesi oltre naturalmente all’Italia».

Ha sempre giocato a pallavolo?

«In realtà da piccola facevo nuoto, quando stavo per toccare l’agonismo però ho smesso, ho fatto qualche anno di danza classica poi alle elementari a educazione fisica mi avvicinati alla pallavolo e da lì non ho più smesso. Facevo danza e volley insieme, poi verso i 9-10 anni decisi di dedicarmi completamente alla pallavolo. Ho sempre giocato come alzatrice, anche quando ero alle giovanili del Monsummano».

La mamma di Elisa lavora come segretaria proprio presso il Ctt Monsummano, il babbo è terapista, nel mondo della pallavolo quali sono i suoi modelli di riferimento? «Quando giocava adoravo Eleonora Lo Bianco, adesso ammiro molto Alessia Orro».

L’allenatore o allenatrice a cui è più legata?

«Devo tantissimo a Eleonora Paganelli, mi ha preso e cresciuto fino all’Under 14, mi ha insegnato tanto sul campo e formato caratterialmente».

Pregi e difetti del suo carattere?

«Mi reputo una persona sincera e trasparente, affidabile ed estroversa. Per quanto riguarda i difetti sono impulsiva, irascibile e permalosa». –

Eva Bertolacci

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