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Lucchese, serve un miracolo ma col Livorno bisogna vincere

Nicola Nucci
Lucchese, serve un miracolo ma col Livorno bisogna vincere

Dopo il pari di Piacenza, la società rossonera è sempre più distante dai playout Per sperare servono 12 punti in quattro partite. La prima è con gli amaranto

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Nicola Nucci

LUCCA. Alla Lucchese serve un miracolo. Un’espressione un po’ abusata ma che mette davanti alla realtà di una salvezza ormai quasi compromessa. Nelle ultime quattro partite obbligatorio fare il pieno di vittorie, incamerare 12 punti e poi sperare nei risultati degli altri. Se non è una mission impossible poco ci manca.

Dopo il pari di Piacenza, ennesima occasione persa dopo essere passati in vantaggio, i rossoneri hanno raggiunto la Pistoiese (in caduta libera) al terz’ultimo posto, quota 27 punti. Ma la forbice dal quint’ultimo posto (la Pro Sesto a 39) è di 12 punti, ben superiore agli 8 che consentirebbero di accedere ai playout. Insomma, le possibilità di rimanere in serie C anche l’anno prossimo sono ormai ridotte al lumicino ma la Lucchese ha il dovere di provarci come ha chiesto il presidente rossonero Bruno Russo.

Domenica al Porta Elisa arriva il Livorno, ultimo in classifica ma reduce da due vittorie di fila: derby tra nobili decadute, una sfida che una volta avrebbe infiammato gli animi e che oggi invece vede di fronte formazioni in crisi e a un passo dalla serie D. Per la Pantera rossonera sarebbe una retrocessione stavolta sul campo che manca da oltre 50 anni e non per motivi societari dopo i tre fallimenti negli ultimi tredici anni. Inutile piangere sul latte versato, rammaricarsi per la mancata vittoria di Piacenza che ha evidenziato sempre più i limiti e difetti strutturali e mentali di una squadra costruita male, con la peggiore difesa della serie C, l’assenza di un leader che prenda sulle spalle la squadra nei momenti difficili e un attacco che si regge tutto su Flavio Bianchi, 13 gol, talento del calcio del futuro. Anche il cambio di allenatore da Monaco a Lopez non ha dato l’attesa scossa, dopo avere illuso all’inizio per una serie positiva di risultati.

Certo, un anno storto. Il Covid e la catena di infortuni, l’ultimo Marchegianni a Piacenza, hanno fatto diventare il campionato rossonero una corsa a ostacoli. Un’attenuante che non deve nascondere le difficoltà di una squadra che mostra anche la corda, uscita sulle gambe dal Garilli. Troppi elementi inadeguati per la categoria e un obiettivo della salvezza dove servono qualità caratteriali, grinta e cuore. E adesso? Sotto col Livorno, tre punti per poi attendere i risultati delle dirette avversarie. La Pro Sesto riceve la forte Alessadria e c’è lo scontro diretto Olbia-Giana Erminio. Ma se la Lucchese dovesse fallire anche la sfida con gli amaranto sarebbe davvero game over.

Poi la Carrarese al dei Marmi con la squadra apuana non ancora salva ma comunque una gara che potrebbe essere alla portata, infine Lecco e Renate in corsa per i playoff.

Intanto alla ripresa sono da valutare le condizioni degli infortunati, ma non dovrebbe recuperare nessuno. Anche Papini che potrebbe farcela per le ultime due giornate. Ancora ko Coletta, Caccetta, Adamoli, Zennaro, Scalzi, Marchegianni e Bitep. Si va verso il ritorno alla difesa a tre con Dumancic, Benassi e Pellegrini. In porta possibile conferma di Pozzer. Nannelli, uno dei pochi in forma, alle spalle di Bianchi e Petrovic. In panchina il tecnico Lopez, che resta fino a fine stagione, comunque vada. —

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