Sicurezza
Lucchese, un’occasione perduta e il pareggio allunga l’agonia
A Piacenza i rossoneri in vantaggio su rigore sono ripresi nel finale. La speranza nei playout passa dal derby con il Livorno
Luca Tronchetti
Un’occasione buttata alle ortiche. La possibilità di salire a quota 29 e poter davvero sperare di accedere agli spareggi salvezza riducendo il gap con Olbia e Giana Erminio al di sotto dei 9 punti. Invece, come era accaduto in tante altre circostanze, la Lucchese va in vantaggio e subisce la rimonta dell’avversario. Così anche al Garilli di Piacenza va in scena il remake di un B movie già visto e rivisto. E il gol su rigore del momentaneo vantaggio – firmato come sempre dal solito Flavio Bianchi (13 reti di cui cinque nelle ultime sei partite a testimonianza che il ragazzo è destinato ad altre platee) – resta un fuoco di paglia. La squadra balbetta, rincula, subisce e si fa riacciuffare dall’avversario. Questa volta su calcio da fermo con la difesa immobile ad assistere allo stacco imperioso di Corbari, uno che a 26 anni la C l’aveva vista in televisione. Adesso, ironia della sorte, la Lucchese si gioca il campionato nel primo match ball in programma domenica 11 aprile al Porta Elisa. Avversario il redivivo Livorno che dopo aver conquistato sei punti in due partite è a tre lunghezze dai rossoneri. I labronici demoliscono la Pistoiese arrivata alla quinta sconfitta consecutiva e raggiunta a quota 27 dalla Lucchese. Con il punto di Piacenza i ragazzi di Lopez si appaiano agli orange al terz’ultimo posto. Non era mai accaduto da inizio stagione. L’impressione però è che 360 minuti da giocare siano troppo pochi per rimediare agli errori strutturali di una stagione segnata dal Covid e da una marea di infortuni a cui ieri si è aggiunto anche quello di Marcheggiani.
Lopez decide anche di cambiare modulo tattico passando dal 3-5-2 al 4-3-1-2. Il motivo? Stando al tecnico di necessità. E comunque la difesa a quattro sembra più sicura e la squadra più compatta. Probabile che lo schema venga riproposto anche nella sfida da dentro o fuori con gli amaranto. Certo è che a quattro turni dalla fine tre toscane rischiano di finire in D. Un record negativo che non si vedeva dal secolo scorso. Livorno, Lucchese e Pistoiese se la stagione finisse oggi sarebbero tutte e tre in D senza la coda dei playout. Una vera tragedia sportiva.
Nell’uovo di Pasqua i rossoneri non trovano la sorpresa dei tre punti e neanche l’agognata Resurrezione. A Piacenza – contro una formazione che nelle ultime quattro partite aveva conquistato nove punti – si vede però una Lucchese diversa rispetto a quella seppellita dai gol dell’Alessandria. Subisce l’avversario per una ventina di minuti, ma non si sfilaccia tanto che il portiere debuttante Pozzer non corre grandi rischi. Con il passare del tempo, sistemate le corsie laterali dove Visconti e Pedone spingono con veemenza, la squadra prova ad impostare qualche azione di rimessa.
E nella ripresa i rossoneri, con la solita maglia giallo flou, si fanno più audaci con il dinamico duo (Bianchi-Nannelli). Proprio il biondino di Firenze si procura il rigore che può cambiare la stagione della Lucchese. Scocca il minuto 26’ quando Bianchi calcia dal dischetto. Stucchi respinge, ma la sfera torna al centravanti che deposita in rete. Ma la gioia dura 12 minuti. Perché questa è talmente ingenua che non è capace di gestire le partite. Così il Piacenza inserisce Lamesta, pareggia su corner e nel finale sfiora persino i tre punti salvezza. —
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