Il Tirreno

Lucca

Né dilettanti, né professionisti 80 club puntano a una nuova D

M.C.

Si punta alla formazione di una nuova Lega autonoma di categoria Le società iscritte avrebbero lo status di semiprofessionistiche  

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Gli scenari

Una Lega che non sia né una Lega Pro né una Lega Nazionale Dilettanti. È questa l’idea che stanno partorendo ottanta società iscritte all’attuale campionato di Serie D. Tra quelle attive fuori dal campo per una modifica degli organi federali del calcio c’è anche il Ghiviborgo, come spiega il presidente Alessandro Remaschi: «È un’idea che riteniamo importante e che abbiamo deciso come dirigenza di appoggiare appieno. Tutte le società nel girone D, ad eccezione del Real Forte Querceta, del Prato e dell’Aglianese hanno infatti aderito a questa iniziativa». I primi passi del gruppo degli ottanta club sono stati i seguenti: «Dopo una serie di incontri abbiamo deciso di riportare le nostre intenzioni in una lettera al presidente Ficg Gabriele Gravina. L’auspicio è quello di creare una Lega Autonoma della Serie D, in quanto riteniamo questa categoria diversa per aspetti logistici e per gestione economica rispetto a tutte le altre categorie. La Serie D, per impegno di tempo ed energie economiche non è calcio considerato professionistico e allo stesso tempo non può essere dilettantistico. Potremmo essere classificati come semiprofessionisti e magari avere uno status più simile ai professionisti».

Tra le richieste presenti nella lettera, anche quella di limitare, per questa stagione, il numero di retrocessioni verso l’Eccellenza, limitando a sua volta il numero delle promozioni verso la D. La motivazione degli ottanta club nasce dall’analisi dei costi avuti per sostenere questa stagione. Costi che verrebbero resi vani in caso di retrocessione con benefici altissimi per chi, in Eccellenza, vince un girone di solo otto partite. Al momento, sia sul format del campionato sia sulla possibile di una “lega” propria della Serie D, non c’è una risposta ufficiale da parte di Gravina. Sempre sul fronte societario, la novità della possibile fusione con la società di puro settore giovanile Valle del Serchio. Remaschi: «Abbiamo fatto un consiglio direttivo allargato unico che formalizzerà l’unione. Già creati quattro gruppi di dirigenti, di cui uno che curerà la parte fiscale, gli altri rispettivamente aspetto tecnico con il settore giovanile, settore dilettanti e uno che curerà la logistica». —



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di Redazione web