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PARLA IL PRESIDENTE DELLA LUCCHESE 

Russo: «Lo stadio si farà al di là dei risultati, pronti al ripescaggio in caso di retrocessione»

Luca Tronchetti
Russo: «Lo stadio si farà al di là dei risultati, pronti al ripescaggio in caso di retrocessione»

Per la bandiera rossonera i ritardi nella convocazione della conferenza dei servizi sono causati da altre priorità della giunta

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Luca Tronchetti

LUCCA. La bandiera della Lucchese, l’uomo con più vittorie legate ai colori rossoneri sia in campo che fuori (da calciatore una promozione in B e una Coppa Italia di C, da direttore sportivo una promozione in D e una in Lega Pro e da presidente una promozione in C), decide ancora una volta di metterci la faccia e, attraverso le colonne de Il Tirreno, di lanciare un messaggio forte e chiaro agli imprenditori, alle istituzioni e a una tifoseria depressa e ridotta ai minimi termini. Non tanto e non solo per la pandemia che impedisce agli sportivi di accedere allo stadio e tifare per la Pantera, ma anche e soprattutto per un’annata disastrosa dal punto di vista sportivo con la squadra al penultimo posto in classifica che rischia seriamente di precipitare di nuovo nell’inferno della D.

Presidente Russo, con la crisi economica legata al Covid 19 e una squadra che potrebbe retrocedere in D siamo proprio sicuri che il progetto restyling Porta Elisa potrà proseguire o anche stavolta si rischia l’ennesimo flop?

«Lo dico una volta per tutte: gli sportivi devono scindere il progetto stadio dalla situazione attuale di classifica della squadra. Sono due rette parallele destinate ad incrociarsi in futuro, ma al momento assolutamente indipendenti. Lo abbiamo detto sin dal primo momento che abbiamo salvato la Lucchese da essere cancellata finendo in Terza categoria come è successo al Cuneo: affinché questo club torni nella categoria che gli compete occorre rendere accogliente, moderno, produttivo e vivibile 365 giorni all’anno il nostro stadio. Quindi, nella malaugurata ipotesi di una retrocessione in D della squadra, l’Aurora Immobiliare, gli imprenditori che ci hanno dato fiducia e l’amministrazione comunale, proseguiranno ugualmente il percorso legato alla messa a norma e alla ristrutturazione del Porta Elisa. Penso di essere stato chiaro».

Scusi se insistiamo: ci spiega il motivo dei ritardi della convocazione della conferenza dei servizi che, se non erriamo, era prevista nel mese scorso?

«I tempi si sono allungati perché l’amministrazione in questo momento aveva altre priorità in agenda (Manifattura? ). Ma la volontà, ribaditami di recente da sindaco e assessore allo sport, è di portare rapidamente il progetto alla conferenza dei servizi preliminare. I tempi? Sono quelli scanditi dalla legge: conferenza dei servizi preliminare, progetto definitivo, dichiarazione di interesse pubblico, bando di gara europeo. Noi ci fidiamo delle parole spese da questa giunta e convinti che il restyling del Porta Elisa sia un’opera voluta da tutti: maggioranza e opposizione. Per il bene della città. Perché il calcio, lo ricordo ancora, è un importante volano per il turismo. E Lucca, sino a prova contraria, è una città accogliente amata dagli italiani e dagli stranieri con un potenziale ancora inesplorato. Guardi che, come avevate scritto in passato, ci sono persone anche da fuori interessate al progetto Lucchese. E poi voglio aggiungere una cosa riguardo alla squadra...»

Di errori gestionali quest’anno ne sono stati commessi più d’uno...

«Nessuno di noi si nasconde dietro a un dito. Volevo dire un’altra cosa: nell’ipotesi nefasta del ritorno in D noi e gli imprenditori che rappresentiamo faremo di tutto per accedere ai ripescaggi. Voglio far notare che le squadre di C sono 59 – a causa del fallimento a inizio stagione del Trapani – e, a compensazione, un club dovrà essere ripescato. Se a questa formazione, comunque da inserire nell’organico della C, aggiungiamo anche altri club in difficoltà economica – prima tra tutte la Sambenedettese, anche se non c’è solo il club marchigiano che è il caso più eclatante – ecco che si aprono interessanti spiragli. Ricordo ancora che la Lucchese non ottiene un ripescaggio dalla fine degli anni Cinquanta e quindi, più di altre squadre, lo meriterebbe. Oltretutto la nostra gestione virtuosa e senza debiti ci avvantaggia su altri club.Si tratta comunque di un’extrema ratio perché resto convinto che questa squadra può ancora farcela. Mancano sei partite alla fine e la situazione è difficilissima. Già domenica andiamo a incontrare l’Alessandria che adesso vede la promozione diretta dopo che Pro Vercelli, Como e Renato hanno frenato. Ma se il Piacenza ha battuto i grigi e la capolista, se la Giana ha conquistato tre vittorie di fila, se la Pergolettese è andata a vincere con la Juventus under 23, anche la Lucchese può e deve fare risultato su campi che apparentemente paiono proibitivi. Le partite vanno giocate con applicazione, attenzione e senza commettere certi errori che ci hanno privato di almeno 5-6 punti che oggi ci consentivano di essere tranquillamente nei playout e di non rischiare la forbice degli otto punti. Come diceva un vecchio allenatore “non ho mai visto un uomo in bocca a un altro uomo”. Io ci credo sino a quando la matematica me lo permetterà».

Crede che i recuperi stiano danneggiando la Lucchese?

«Certamente. Ne abbiamo parlato con il presidente Ghirelli e credo che prima della terz’ultima di campionato verranno giocati tutti i recuperi in modo che a 360 minuti dal termine tutte le squadre abbiano giocato le stesse partite. Il nostro campionato, al di là degli errori di valutazione commessi specie nella scelta degli over, è stato penalizzato dal Covid, dagli infortuni a catena e dalla mancanza di tifosi sugli spalti. Perché il nostro pubblico è sempre un’arma in più». —

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