Gioco
Eccellenza, passo indietro: per ripartire manca una squadra
Michele Citarella
LUCCA. Una telenovela infinita, con continui rinvii e un ping pong di responsabilità tra organi federali. Con le società in difficoltà nel comprendere le spese che comporta l’eventuale ripartenza nonché le modalità di svolgimento del campionato. In ambito toscano, dopo aver avuto l’ok di ventuno società (suddivise in due gironi), la Lega nazionale dilettanti toscana ha avviato l’iter alla Figc nazionale dando l’ok alla ripresa e resta in attesa di conoscere il format e il protocollo sanitario per giocare in sicurezza e definire spese e modalità di effettuazione dei tamponi.
Nella giornata di lunedì il presidente Figc Gabriele Gravina ha espresso parere favorevole dettando la condizione di garantire al campionato una adeguata competitività «che non deve essere mortificata». La Figc detta poi altre regole oltre alla “stella cometa” del criterio della competitività che è quello di avere almeno dieci squadre per ciascun girone.
Ed ecco la complicazione: il numero di squadre toscane disposte a riprendere il mini girone di eccellenza è nel frattempo sceso da ventuno a diciannove, ovvero troppe per un solo girone, poche per poterne imbastire due. C’è stata la rinuncia di Porta Romana e Zenith Audax, che hanno fatto un passo indietro vista l’incertezza dei costi e le rassicurazioni dei vertici federali sul non penalizzare le società che hanno rinunciato a riprendere.
Tre le soluzioni a cui si sta lavorando: la prima è quella di convincere un club tra quelli rinunciatari, al fine di arrivare a due gironi da dieci squadre; la seconda è quella di unirsi con una società ligure o umbra (più difficile arrivare a squadre marchigiane, laziali o dell’Emilia Romagna) per completare l’organico con venti compagini iscritte; la terza ipotesi è il proseguire con due gironi (uno di nove e uno di dieci) ed eventuali spareggi dopo il girone unico. In tal caso, passerebbe in serie D una sola squadra e non le due vincitrici di ciascun girone. L’altra grana è il malcontento delle rinunciatarie: sono state smentite tutte le autorevoli voci che avevano garantito zero penalizzazioni nelle future stagioni. Tra le ipotesi di ripartenza pare ve ne sia una che vede escluse le “assenti” da ogni graduatoria di ripescaggio. Si è parlato di una ripartenza per l’11 aprile, ma la sensazione è che l’eventuale inizio venga ancora traslato. Sempre in tema di regole, ecco un chiarimento in merito ai tesserati delle società rinunciatarie. Un calciatore il cui tesseramento scade il prossimo 30 giugno 2021 e facente parte di un club che non prenderà parte al girone può infatti essere svincolato e tesserato per un club che giocherà le prossime gare, anticipando di fatto l’arrivo del 30 giugno. In alternativa, la società “ferma” può cedere in prestito secco fino al 30 giugno il calciatore, se questo avesse vincolo pluriennale con durata anche per la stagione successiva. Niente invece per quanto riguarda i calciatori delle categorie fermate d’ufficio (Promozione, Prima, Seconda e Terza categoria). —
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