La protesta
Brevi concentrato sul match «Gli elogi non ci interessano vogliamo il risultato pieno»
L’allenatore a causa dell’assenza del centrale difensivo Montesano non ha ancora deciso se optare per il classico 3-5-2 snaturando Perico o passare al 4-5-1
Luca Tronchetti
LUCCA. «Con la Lucchese ho sempre vinto? Me lo dice lei ora, non lo ricordavo. Avevo in testa il gol che realizzai nel finale con il Como contro i rossoneri al Sinigaglia, ma non i miei trascorsi (negativi) sulle panchine di Spal (sostituito da Semplici) e Rimini (rimpiazzato da Acori). Comunque alla cabala non credo e penso esclusivamente alla mia squadra. Abbiamo fatto bene a Pontedera, ma non abbiamo raccolto nulla. È l’ora di finirla con gli elogi degli avversari raccolti a fine partita: adesso dobbiamo conquistare il risultato pieno».
Con la Lucchese sfida da ultima spiaggia?
«Se fossero mancate due-tre partite gli avrei detto di sì. A noi ne mancano nove e ai rossoneri otto. C’è ancora tempo per rimediare. Certo è che chi perde questa gara farà fatica a salvarsi direttamente o attraverso i playout».
Le mancherà Montesano, tra i centrali più esperti e in forma. Cambierà modulo come ha già fatto in un’altra circostanza?
«Ho due alternative: adattare Perico nel ruolo di centrale, come è già capitato in altre occasioni, oppure cambiare modulo e optare per il 4-5-1. Guardi, non ho ancora deciso. Ci rifletterò. La notte porta consiglio».
Avrà sicuramente studiato il suo avversario: quali sono gli elementi più forti della Lucchese?
«Sono molto concentrato sui miei calciatori che, oggettivamente, non mi soffermo su quelli degli avversari. Posso dire che i rossoneri, specie negli ultimi tempi ed esclusa la partita con la Pro Sesto che affronteremo la prossima settimana, hanno ottenuto buoni risultati mostrando molta attenzione alla fase difensiva e quindi molto equilibrio tattico. Sono sicuro che sarà una sfida all’insegna dell’equilibrio e alla fine vincerà chi sbaglia di meno. Certo è che se Giana e Luchese si trovano rispettivamente al terz’ultimo e al penultimo posto della classifica vuol dire che qualche problema indubbiamente c’è. Noi, per esempio, facciamo pochi rispetto alla mole di gioco espressa. Ecco, d’ora in poi dobbiamo capitalizzare al massimo le occasioni che ci capiteranno. Badare al sodo perché perdere come abbiamo fatto a Pontedera fa tremendamente male e il rammarico è doppio».
Come giudica la stagione in corso?
«Falsata dal Covid. Mi spiego meglio. Ci sono squadre che hanno avuto giocatori con il virus e hanno dovuto rinviare delle partite. E spesso, per questo motivo, ci troviamo a giocare tre incontri in una settimana senza avere rose e organici tali da poter ruotare tranquillamente gli interpreti come accade nelle categorie superiori e soprattutto in A. Giocare molte gare a distanza ravvicinata significa allenarsi male e non poter preparare le partite a dovere. Sul livello di questa stagione preferisco non esprimermi. Possiamo vincere con l’Alessandria e perdere con il Livorno la settimana dopo. C’è molto equilibrio e gli episodi fortunati possono cambiare il corso delle partite. E poi ilcalcio senza tifosi sugli spalti è un altro sport a prescindere se giochi al Città di Gorgonzola o San Siro. Il calore dei supporter lo senti anche se sono in mille invece che ottantamila. —
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