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LA SERIE C: LUCCHESE 

Zennaro, duttilità tattica e piedi buoni «La salvezza diretta non è impossibile»

Nicola Nucci
Zennaro, duttilità tattica e piedi buoni «La salvezza diretta non è impossibile»

Il talentuoso centrocampista scuola Genoa dopo un avvio a sprazzi pare sulla strada giusta

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Nicola Nucci

LUCCA. Il suo talento si è visto finora a sprazzi, ma è sulla strada buona. Nell’ultima gara vinta col Pontedera il centrocampista veneziano Mattia Zennaro, 21 anni, è stato uno dei più propositivi e vivaci. Un ragazzo dai piedi buoni per dare qualità alla manovra rossonera. A Lucca è approdato nel mercato di gennaio dalla Primavera del Genoa dopo essere cresciuto nel Venezia dove ha esordito in serie B collezionando 12 presenze. Dopo Flavio Bianchi un altro giovane di luminose prospettive arrivato dalla Lanterna rossoblù.

«Bianchi è stato importante nella mia scelta. C’erano altri club che mi hanno cercato, volevo provare un’esperienza in serie C per giocare e mi convinto a venire alla Lucchese dove si è trovato bene».

In crescita a livello di prestazioni, più sicuro e deciso nelle giocate, anche con qualche recupero difensivo. «Ho avuto bisogno di qualche gara di ambientazione, nella prima parte della stagione mi sono allenato poco, voglio dare un contributo alla Lucchese che rappresenta una tappa importante della mia carriera dopo l’esperienza di Venezia e Genoa. Devo crescere nella condizione atletica e nella fase offensiva» dice Zennaro che prima del Genoa era finito anche nel mirino della Juventus. «Sono un trequartista ma mi sono adattato anche da mezz’ala come sto facendo nella Lucchese. La duttilità tattica è una delle mie prerogative». Zennaro guarda alla prossima partita con la Pro Sesto per fare il bis e conquistare un’altra vittoria al Porta Elisa. «Dobbiamo vincere i anche questa gara contro una formazione ostica, ma alla nostra portata. Abbiamo ancora nove gare che sono tutte come finali per provare a migliorare la classifica e poi tirare le somme per vedere dove siamo. La salvezza diretta è dura, ma non impossibile».

Gli inizi con le maglie di Alvisiana, Edo Mestre e Laguna Veneta. Poi la svolta al Venezia con Mattia Collauto responsabile del settore giovanile dei lagunari. «Mi hanno preso dopo un torneo disputato in Croazia poi dalla Primavera alla prima presenza. Mi ha fatto esordire Walter Zenga e poi ho avuto Serse Cosmi, due allenatori di grande temperamento».

Le sue doti di palleggio non passano inosservate e dal Venezia approda alla Primavera del Genoa allenata da Chiappino. «Ho iniziato il ritiro con Aurelio Andreazzoli, ma facevo parte della Primavera. Il Genoa a fine anno deciderà sul mio futuro». Lui è un veneziano doc. «Sono del sestiere di Cannaregio (noto per il ghetto ebraico), uno dei sei che compongono la città, sono orgoglioso della mie radici e della storia di Venezia che è una delle città più belle del mondo. I miei idoli? Quando ho iniziato mi piaceva molto Kakà per come si muoveva in campo, adesso anche Barella che sa unire qualità e quantità». —

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