La protesta
Schiacciate e sorrisi di Sciabordi «Possiamo arrivare in alto»
È giunta alla Nottolini Capannori grazie all’amicizia con Ilaria Battellino Il momento più bello è legato alla promozione in B2 del 2016 con il Dream Volley
Eva Bertolacci
CAPANNORI. “Oh! Io la tiro”. Siamo sul match point della sfida contro Genova, la palla è nelle mani di Rebecca Sciabordi che con queste semplici parole si rivolge al proprio allenatore, Stefano Capponi, manifestando la propria volontà di forzare il servizio. E così spicca il volo per una battuta insidiosissima, Genova riceve malissimo e Magnelli ne approfitta per mettere giù la palla del 25-21 e soprattutto del 3-1 finale. L’ultimo accento di una prova superba per Rebecca, schiacciatrice classe ’94, arrivata a inizio stagione alla Toscanagarden dopo l’esperienza della passata stagione con Calci in B2.
«Ho iniziato a giocare – racconta la banda pisana – a 12 anni dopo aver praticato danza, ginnastica artistica e nuoto. Ho giocato in tutti i ruoli, opposto, centrale e banda, mi piacciono tutti, ma quello di schiacciatrice è il più completo. Ho sempre giocato nel S. Giuliano poi diventato Dream Volley. Non posso dimenticare la partita della promozione in B2 nel 2016. É stata la gara più importante per me. Il tecnico a cui invece sono più legata è Matteo Lupetti. Mi ha insegnato tanto a livello tecnico e caratteriale e poi non posso non citare Riccardo Grassini, il mio punto di riferimento, ha sempre creduto in me». C’è un bel retroscena riguardante il suo arrivo a Capannori quest’anno. «Conosco da tanti anni Ilaria Battellino, giocavamo insieme a Pisa e quando lei venne a giocare a Capannori ci si promise che un giorno avremo di nuovo giocato insieme. E così è successo. Siamo molto amiche, dentro e fuori dal campo».
E pare siano leggendari i loro scambi in allenamento, con Rebecca che stuzzica a suon di schiacciate e battute (umoristiche e non) i bagher di Ilaria. «Ho un carattere positivo. So unire molto, ma dall’altra parte sono anche capace di arrabbiarmi molto. Sul campo ho forza, ma devo lavorare sulla precisione».
Nella pallavolo quali sono i suoi modelli di riferimento? «Seguo più che altro la pallavolo maschile e i miei idoli sono Zaytsev e Giannelli».
I passatempi preferiti nel tempo libero?
«Mi piace spaziare un po’ tra tutti i generi, sia in tv che in fatto di musica e film. Tra le passioni fuori dal campo c’è sempre la pallavolo, visto che mi piace molto il beach volley». Ma è la famiglia, per forza di cose, ad assorbire tanto del suo tempo: «Lavoro nel tabacchino di famiglia a Vecchiano. Abbiamo rilevato questa attività tre anni fa e ce ne occupiamo tutti insieme, io con i miei genitori Luigi e Stefania e mio fratello Matteo. Mio babbo ha sempre creduto in me e mi ha supportato in tutto, specialmente nella pallavolo». Fidanzata da cinque anni, il momento più bello della sua vita è legato però a un altro uomo: «Il giorno più bello è stato la nascita di mio fratello Matteo. Avevo quattro anni e mezzo, volevo tantissimo un fratellino che ora fa il tifo per me».
E sulla situazione pandemica che stiamo vivendo… «Ho la fortuna di poter praticare uno sport che ti permette di staccare dalla quotidianità, in più siamo controllate in un periodo in un periodo in cui è a rischio la salute di tutti. Il prossimo viaggio? Mi piacerebbe da morire andare a New York». E su quello scacciasogni tatuato sul braccio sinistro.. «È un oggetto che mi ha sempre affascinato: in più ho paura del buio quindi l’anno scorso me lo feci senza pensarci troppo».
Come quel servizio contro Genova, deciso e potente, capace di lasciare il segno. —
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