La protesta
Occorre sfatare il tabù Porta Elisa per poter sperare nella salvezza
La Lucchese attesa a un doppio confronto casalingo con Pontedera e Pro Sesto Intanto il Livorno resta in fondo, ma il penultimo posto potrebbe non bastare
Nicola Nucci
LUCCA. Riconquistare il Porta Elisa. La Lucchese è attesa da un doppio confronto casalingo, prima il Pontedera e poi la Pro Sesto, da cui passa molto delle possibilità di restare agganciati al treno salvezza. A cose normali si potrebbe dire meno male, si gioca in casa, ma quella vissuta in casa rossonera non è una situazione normale: le mura amiche sono diventate una maledizione per la Lucchese, che sul proprio campo non vince da oltre due mesi. L’ultimo successo risale al 13 dicembre, prima della sosta natalizia: 1-0 contro il Piacenza con un gol firmato da Flavio Bianchi. Poi una lunga fila di pareggi, ben quattro, contro Carrarese, Renate, Pro Vercelli ed Olbia, e le sconfitte contro Novara e Pro Patria. Tradotto quattro punti sui 18 a disposizione.
In versione casalinga la Lucchese ha il record negativo con otto punti in 14 partite: una sola vittoria, quella nel 2020 col Piacenza, cinque pareggi e otto ko, con 15 gol fatti e 26 subiti. «Dobbiamo tornare a sfatare il tabù Porta Elisa» sono state le parole del presidente rossonero Bruno Russo, dopo il pari di Gorgonzola contro l’Albinoleffe. Un punto prezioso per consolidare la serie positiva di tre pareggi consecutivi. Ma il Porta Elisa deve diventare un fattore amico: di qui alla fine ci saranno altre cinque gare interne, oltre a Pontedera e Pro Sesto anche Pistoiese, Livorno e Lecco. Intanto i rossoneri non sono più ultimi in classifica, grazie anche al ko del Livorno con l’Alessandria. Adesso le posizioni si sono ribaltate con la Lucchese a 20 punti e i labronici a 19. Ma non arrivare ultimi potrebbe non bastare se non sarà evitata la forbice di otto punti di distacco dalla quint’ultima. Superando quel limite infatti si retrocede direttamente. Insomma, la politica dei piccoli passi non basta più. Serve una svolta. Pertanto è fondamentale vincere le due gare casalinghe consecutive per sperare nella salvezza.
Intanto in vista del derby col Pontedera di Maraia e dell’ex diggì Paolo Giovannini è ancora emergenza, con le assenze di Coletta, Dumancic, Papini, Panariello, Sbrissa, Cruciani, Caccetta e Marchegianni, oltre a Kosovan che ha rescisso il contratto e Lionetti che non rientra nei piani tecnici della società. Lopez potrebbe disegnare una formazione più accorta, puntando a rafforzare la fase difensiva. Potrebbe esserci ancora una chance per Della Bernardina dopo la prova di domenica scorsa con Solcia e Benassi. Nannelli e Adamoli sono certezze, come Panati uno dei più in forma. E in attacco la coppia formata da Bianchi e Petrovic con l’alternativa Scalzi da mettere nella ripresa.
Intanto oggi a Roma intanto si svolgeranno i funerali della mamma dell’allenatore rossonero Giovanni Lopez, il quale il 28 gennaio aveva già perso il babbo. Al tecnico romano rinnoviamo le condoglianze e l’abbraccio della redazione de Il Tirreno. —
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