Gioco
Chianese, il maestro di tecnica per i calciatori in erba del Tau
GHIVIZZANO. Un riferimento per i giovani compagni che si ritrova a fianco nel centrocampo del Ghiviborgo e apprezzato tuttofare della linea mediana. Del calciatore Elia Chianese si conosce soprattutto la sua carriera nel professionismo e il suo modo di interpretare le partite, in cui i piedi buoni convivono con senso tattico e disponibilità a ricoprire più ruoli. Pochi sanno di un’altra attività di Elia Chianese, che lo rende altrettanto felice come la corsa dietro ad un pallone. Da circa un anno, l’ex Lucchese e Spezia allena piccoli calciatori, concentrando il lavoro in campo sulla tecnica individuale con sedute specifiche, caratterizzate da esercizi con la palla. A valorizzare la sua esperienza e la sua capacità nel trascorrere qualche ora con i bambini è l’Aquila S. Anna, tra i club della provincia di Lucca con il più alto numero di iscritti tra scuola calcio e settore giovanile. L’idea di valorizzare Chianese in questa attività nasce in casa Tau, come racconta: «Furono Manuel Vellutini e Alessandro Del Carlo a farmi questa proposta, che mi è subito piaciuta perché mi ha dato nuovi stimoli nel rimettermi in gioco e mi ha permesso di vedere il calcio di base da una prospettiva per me fino ad ora sconosciuta. Per tre pomeriggi a settimana sono sul campo di via del tiro a segno, sede dell’Aquila S. Anna, società legata al Tau da un progetto di collaborazione sul settore giovanile. Gli allenamenti sulla tecnica individuale si prestano bene al distanziamento e al lavoro individuale. L’ora e poco più che trascorro con bambini è fatta di esercizi con la palla e lavoro con ostacoli. Il contatto fisico non c’è. Alleno una fascia di età che va dai piccoli di nove anni fino ai tredicenni. Per questi bambini l’allenatore è una figura quasi mistica, da cui si aspettano appoggio e fiducia. Il rapporto con i genitori è fondamentale. Mi impressiona la capacità di apprendere: sono delle spugne».
Gli allenamenti specifici sulla tecnica stanno riscontrando molto successo, tanto che diverse società stanno proponendo questa attività che i genitori chiedono sempre di più. «Una volta la tecnica si allenava automaticamente giocando sulla strada, nelle corti e nei campi durante libere partitelle. Probabilmente si vuole sopperire a questa mancanza. Premesso che per i piccoli è fondamentale educare e divertirsi, vorrei far capire che tattica e tecnica sono niente senza grinta e spirito di sacrificio. La strada, oltre alla tecnica pura, temprava anche il carattere, la seduta tecnica non sempre». —
Michele Citarella
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