Sicurezza
Canzi: «Siamo consapevoli che ci aspetta uno scontro importante per la salvezza»
L’Olbia non ha mai espugnato il Porta Elisa nei 15 precedenti e il tecnico dei bianchi è prudente «Nannelli e Bianchi elementi importanti per il loro gioco»
Luca Tronchetti
LUCCA. A inizio stagione era stato a lungo sulla graticola. Ma un po’la sua militanza nel settore giovanile del Cagliari – club molto vicino all’Olbia, una sorta di succursale – un po’la fiducia riposta dal presidente Alessandro Marino già docente della Luiss e attuale vice presidente della Lega di serie C assieme al patron della Feralpi Salò, avevano sancito la conferma di Massimiliano Canzi alla guida dei bianchi di Sardegna. E pian piano, dopo il ritorno di Ragatzu e il recupero di Cocco, l’Olbia si è rimessa in carreggiata e sta cercando di uscire dalla zona playout. Un tecnico che ha fatto tanta gavetta, Max Canzi, iniziando ad allenare nel 1985 con quindici stagioni come istruttore nei settori giovanili lombardi. Canzi ha iniziato a guidare la prima squadra della Sandonatese (2001-05 Eccellenza lombarda) e della Paullese (2005-06 Promozione lombarda). Nella stagione 2007-08 il salto in serie A quando entra nello staff della prima squadra del Siena come collaboratore tecnico. Lo stesso incarico, sempre in serie A, gli viene affidato a Lecce nel campionato successivo, mentre nella stagione 2009-10 è al Torino in B. Nella stagione 2010-11 ricopre il ruolo di allenatore in seconda di Mario Beretta, prima in Grecia al Paok Salonicco e poi al Brescia. Con i medesimi gradi, e sempre da vice di Beretta, è chiamato a Siena (2013-14) e a Latina (2014-15). Poi dopo cinque anni trascorsi nella Primavera del Cagliari in questa stagioni guida una formazione di C. Sarà il suo trampolino di lancio?
Rispetto alla partita dell’andata com’è cambiata l’Olbia.
«Siamo cresciuti tanto, scegliendo un modulo diverso di gioco e abbiamo preso consapevolezza delle nostre potenzialità. Ci aspetta uno scontro salvezza tra due squadre invischiate nella zona calda della classifica e distanti nove punti che a 12 giornate dal termine non sono tanti. Per noi si tratta di un’altra prova di continuità da dare al nostro percorso».
L’Olbia è la squadra che ha raccolto più pareggi di tutto il girone. Cos’è mancato per trasformarli in vittorie.
«Banalmente la capacità di segnare un gol in più dell’avversario. Siamo una squadra molto giovane e soggetta inevitabilmente ad alti e bassi».
Attuerete il turnover contro la Lucchese?
«Con quella odierna giocheremo la quinta partita in due settimane e il calendario ci impone ancora altre due partite ravvicinate. È normale cercare di dosare e alternare le forze per presentarci sempre al meglio della condizione».
Un giudizio sulla Lucchese.
«Nelle ultime cinque partite ha affrontato squadre di livello pareggiando due volte e perdendo sempre con un solo gol di scarto. A dispetto della classifica, la Lucchese è una squadra viva e lo sta dimostrando. Detto questo, guardiamo a noi: siamo i migliori sponsor di noi stessi, ma anche i peggior nemici di noi stessi. Se giochiamo con l’intensità vista con Pro Vercelli e Pro Sesto possiamo portare a casa un risultato positivo. La Lucchese ha giocatori e alcuni di loro, come Nannelli e Bianchi, li conosco bene e so che hanno buone prospettive e potenzialità. Dalla Bernardina? L’avremmo tenuto volentieri. È stata presa una decisione condivisa perché, dopo il cambio del modulo, rischiava di avere poco spazio». –
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