Il Tirreno

Lucca

PALLAVOLO FEMMINILE 

Bresciani, la forza dei nervi distesi dell’alzatrice della Nottolini

Eva Bertolacci
Bresciani, la forza dei nervi distesi dell’alzatrice della Nottolini

3 MINUTI DI LETTURA





Eva Bertolacci

CAPANNORI. La regista in campo segue un copione tutto suo. Francesca Bresciani, professione alzatrice, questo concetto lo conosce bene e lo applica alla perfezione ogni volta in campo. Nel cercare di servire al meglio le compagne, con tocchi imprevedibili per le giocatrici avversarie. Classe 1999, al quinto anno con la casacca della Nottolini Capannori, ora che siamo giunti al giro di boa della stagione è quasi il momento di trarre i primi bilanci di un campionato particolare.

«Ci siamo allenate per quattro mesi, da settembre a gennaio, poi è cominciato il campionato e dopo quattro partite stiamo già per cominciare il girone di ritorno. È strano. Da una parte però sono contenta che sia saltata la trasferta di Acqui Terme sabato scorso, perché dovevamo riprenderci dalla lunga battaglia del sabato precedente contro Castelfranco durata cinque set. Ora affronteremo Empoli, ma non abbiamo pressioni, giochiamo senza particolari obiettivi e questo ci aiuta a esprimerci al meglio».

Originaria di Sassi in Garfagnana, mamma casalinga e babbo montanaro doc, che di lavoro spazia dall’attività di un agriturismo alle varie occupazioni tipiche della montagna, come tagliare la legna e accudire i maiali. Francesca si è trasferita a Lucca, ma il suo cuore rimane comunque lassù fra i monti: «Quando posso salgo sempre per trovare la mia famiglia, adoro la montagna e mi piace viverla soprattutto nei mesi estivi. Sono al terzo anno di Podologia a Pisa e a gennaio mi sono vaccinata contro il Covid. Era una possibilità che l’università metteva a disposizione di noi tirocinanti e io non ho mai avuto dubbi sul farlo o meno. L’ho fatto a Cisanello dove ho trovato un’organizzazione e una gentilezza ineccepibili. Non ho avuto ansie né effetti collaterali particolari, se non un po’ di dolore al braccio dopo il richiamo». Cresciuta nella Pallavolo Garfagnana, prima di approdare alla società di Capannori ha giocato al Delta Luk, il volley unico sport e unica passione della sua vita. Il ruolo, quello di alzatrice, è arrivato col tempo: «All’inizio ero schiacciatrice, il mio idolo era Francesca Piccinini. Poi per via di alcuni problemi alla schiena che non mi permettevano di saltare perfettamente ho cambiato ruolo. Come alzatrice ho tante responsabilità, ma non le sento addosso. Merito della squadra molto unita. Punto tutto sulla strategia, cerco di essere sempre più imprevedibile possibile. Seguo la A e mi piace tantissimo la palleggiatrice di Conegliano, Joanna Wolosz».

«Pregi e difetti del mio carattere? Sono molto permalosa, ma anche ironica. Sul campo non perdo mai le staffe. L’unico cartellino giallo della mia carriera l’ho preso proprio nell’ultima gara contro Castelfranco perché avevo protestato contro una decisione arbitrale. Non posso dimenticare l’esperienza della Final Four di Coppa Italia al PalaTagliate, l’anno in cui vincemmo il campionato di B2». Un film montato alla perfezione da una regista coi fiocchi. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa