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l’analisi 

Il rischio è in partenza Lucchese troppe volte costretta a rimontare

Nicola Nucci
Il rischio è in partenza Lucchese troppe volte costretta a rimontare

Al Porta Elisa sono molti i gol subiti nei minuti iniziali  Intanto la situazione di classifica si fa sempre più dura

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Nicola Nucci

LUCCA. Tre indizi fanno una prova diceva Agatha Christie. La Lucchese sbaglia le partenze al Porta Elisa. Un approccio blando, senza carattere. Una difficoltà a livello mentale: e quando va sotto diventa dura rimontare, soprattutto se davanti hai formazione solide e organizzate come la Pro Patria, la difesa meno perforata del campionato. Nemmeno sette minuti di orologio e rossoneri erano già con l’acqua alla gola, sotto di due reti. Stesso copione tre domeniche fa in casa col Novara con la formazione piemontese avanti di due gol dopo venti minuti (risultato finale 4-1) e, ancora, andando indietro il ritornello si ripete col Renate, 0-1 all’ottavo (gara in questo caso riacciuffata con un rigore di Marcheggiani) e con la Carrarese (rete di Infantino al 7’ anche stavolta chiusa con un pari). Poche le eccezioni come la partita con la Pro Vercelli, una delle big del girone: un pesante 0-0 conquistato grazie dopo uno degli avvii di gara tra i migliori. Insomma, una Lucchese timorosa e contratta, che subisce l’avversario.

Ed ecco quell’ultimo posto che non si riesce a lasciare. Adesso sono due i punti dalla penultima posizione, occupata dal Livorno, che aprirebbe almeno le porte degli spareggi salvezza. Con la salvezza diretta a 9 punti ormai i playout sono l’obiettivo a cui aggrapparsi per provare a restare in categoria.

C’è stato poco da salvare con la Pro Patria, se non quella rete di Petrovic (il suo terzo centro) che ha riacceso una fiammella di speranza e il generoso quanto inutile assalto finale. Peccato, perché dopo la vittoria col Piacenza e sei risultati utili, la Lucchese sembrava uscire dal tunnel. Poi sono arrivati i ko contro Novara, Grosseto, Como e Pro Patria e un solo punto con la Pro Vercelli. Nove gol subiti e tre all’attivo. Certo, c’è l’attenuante dell’emergenza, con le assenze del portiere Coletta, dei difensori Dumancic e Papini e dell’attaccante Marchegianni. Ma soprattutto manca un costruttore di gioco e il carattere, per cercare una salvezza sempre più in salita. E occorre anche fare attenzione al distacco di otto punti tra penultima e quint’ultima e tra terz’ultima e quart’ultima che farebbe saltare anche i playout.

Si torna in campo domenica sul campo della Juventus B. Poi sabato 27 in casa con l’Olbia, e quello è uno scontro diretto. Intanto è tornato ad allenarsi Papini che dovrebbe esservi nella sfida contro i bianconeri. A centrocampo si va verso il ritorno di Meucci al centro con Panati e Sbrissa interni. —

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