Toscana
Lucchese, prova sconcertante Festa Pro Patria dopo 62 anni
Rossoneri per 70 minuti in balia dell’avversario, poi segna Petrovic e all’ultimo respiro Bianchi fallisce il gol del pareggio
Luca Tronchetti
LUCCA. Imbarazzanti. Senza un briciolo d’orgoglio, senza cattiveria agonistica, senza una minima reazione. La Lucchese vista con la Pro Patria è spacciata. Già rassegnata alla D. Vero che i biancoblu sono la formazione più in forma del momento che non perde da undici turni e che in 25 partite ha subito 15 reti con i giovanotti di Javorcic paiono d’un altro pianeta rispetto ai “pulcini bagnati” in maglia rossonera. Ma non è possibile concedere il doppio vantaggio in sette minuti rischiando di capitolare altre volte senza mai rendersi pericolosi per 70 minuti. D’accordo mancavano tanti titolari (Dumancic, Papini, Coletta, Marcheggiani), d’accordo che questa squadra ha grandissimi limiti strutturali, d’accordo che ci sono due-tre giocatori rivelatisi importanti nella parte centrale del campionato e che ora sono giù di tono (Meucci e Adamoli). Ma questo non basta per giustificare una prestazione ingiustificabile. Occorre prendere atto che questi interpreti non sono adatti a costruire il gioco dal basso e forse è necessario alzare il baricentro attraverso lanci lunghi per le spizzate di Petrovic e le giocate di Bianchi con i centrocampisti a gettarsi sulle seconde palle e qualche difensore adattato in più per erigere un muro di fronte a un Biggeri non immune da responsabilità. Il tutto in attesa degli scontri diretti decisivi in chiave salvezza: il 28 febbraio con l’Olbia, il 17 marzo con la Giana, il 21 marzo con la Pistoiese, il 3 aprile con il Piacenza e l’11 aprile con il Livorno. Cinque partite da non fallire. Possibilmente da vincere. Perché da quelle sfida passa il futuro della Lucchese.
Dopo 25 partite e quando ne mancano 13 alla fine del campionato la Lucchese è ancora inchiodata all’ultimo posto con il Livorno a +2 (senza la penalizzazione sarebbe stato a +7), la Giana a +4 (con una partita in meno), l’Olbia a +6 e la Pistoiese a + 8. E sopratutto nelle ultime cinque partite ha raccolto un misero punto in casa contro la Pro Vercelli perdendo con Novara, Grosseto, Como e Pro Patria. Toccherà a Giovanni Lopez trovare il bandolo della matassa e trasformare una squadra rassegnata in una squadra che lotta sino all’ultimo respiro.
Storica vittoria. Javorcic, tecnico della Pro Patria dal 2017, lo aveva detto ed è stato di parola. Era venuto al Porta Elisa per vincere dopo 62 anni e ci è riuscito. Agevolato dalle gentili concessioni della difesa a presepe della Lucchese. Prima Nicco conclude dal limite con la sfera che incoccia in Benassi e supera il non irreprensibile Biggeri. Poi Brignoli, dopo uno scambio con un compagno, entra in area dribbla Pellegrini e infila il portiere sul suo palo. La Lucchese? Non pervenuta. La squadra non corre, non imbastisce un’azione – con Cruciani sempre secondo ed è in balia dei più solidi avversari – manca di fisicità in ogni reparto e rischia di subire il terzo gol. E nella ripresa la musica non cambia. Sino al minuto 19’. Lì su un corner di Panati, il portiere ospite Greco esce a vuoto, Bianchi di testa colpisce la traversa e Petrovic realizza da pochi passi il terzo gol in rossonero. La Lucchese si sblocca e la Pro Patria rincula. A Meucci viene annullato un gol per fuorigioco e all’ultimo giro di lancette bomber Bianchi ha la palla buona per il pari miracoloso. Ma solo in area calcia alle stelle. Che sia un segno del destino? –
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