Il Tirreno

Lucca

L’ALLENATORE AVVERSARIO 

Javorcic non si pone limiti «La classifica non conta pensiamo solo a migliorare»

Luca Tronchetti
Javorcic non si pone limiti «La classifica non conta pensiamo solo a migliorare»

Il tecnico croato elogia la squadra giusto mix tra giovani ed esperti e ricorda come i tigrotti sono  riusciti a sovvertire la storia vincendo a Pisa, Siena e Pistoia

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Luca Tronchetti

LUCCA. La sua Pro Patria sta conquistando le pagine dei giornali nazionali come negli anni Cinquanta. È la seconda squadra meno battuta d’Europa con 14 reti al passivo e nelle ultime dieci partite non ha conosciuto il sapore amaro della sconfitta subendo solamente tre reti e a quota 39 quando mancano 14 partite alla fine del campionato ha già raggiunto l’obiettivo prefissato ad inizio stagione: la salvezza.

Ma Ivan Javorcic, 42 anni, ex talento croato costretto a smettere a 30 in seguito ad un gravissimo infortunio e una dozzina di operazioni subite, non si accontenta. E la sua squadra arriva al Porta Elisa per conquistare l’intera posta: «Nel 2019 perdemmo a Lucca perché avevamo la pancia piena. – dice il trainer che dal 2017 siede sulla tolda di comando dello storico club di Busto Arsizio – Avevamo raggiunto il nostro obiettivo mentre la Lucchese, alle prese con gravi problemi societari, gettò il cuore oltre l’ostacolo. Oggi è diverso. La mia squadra sta bene, ha acquistato consapevolezza dei propri mezzi e il giusto equilibrio nei reparti con mix tra esperienza e gioventù con i più grandi che trascinano i neofiti. Abbiamo trentottenni come Colombo e Lenoci (segnò il gol della bandiera due stagioni orsono) che sul piano etico, morale e di valori sportivi sono d’esempio a giovani come Gatti l’anno scorso in D con il Verbania e che ha fatto un percorso di crescita eccezionale. Rispettiamo la Lucchese che, a mio giudizio, è molto cresciuta rispetto alla partita d’andata. E lo dimostrano le prove di maturità contro formazioni d’alta classifica come Como, Renate, Pro Vercelli e Lecco. Noi però non giocheremo per il pareggio, proveremo a vincere. Ci piace sovvertire i pronostici e i dati della storia. Lo abbiamo fatto due anni fa contro il Pisa espugnando per la prima volta l’Arena Garibaldi, lo abbiamo fatto a Siena vincendo dopo 70 anni in casa loro e cercheremo di ripeterlo anche a Lucca dove dal 1962 non conquistiamo l’intera posta».

Ivan Javorcic e Giovanni Lopez hanno un punto in comune: sono “figli” del grande Eddy Reja. «Se sono arrivato in Italia è grazie a lui che mi scelse dall’Hajduk Spalato e, vedendo giocare le sue squadre, non ho dubbi che anche Lopez abbia avuto come mentore una persona straordinaria come Reja. Ha influenzato entrambi e non è un caso che i rossoneri, anche quando escono sconfitti, disputano sempre prestazioni importanti. Contro la Lucchese sarà partita vera senza esclusione di colpi, ma sempre all’insegna della correttezza e della lealtà».

Javorcic recupera Lombardoni («è pronto per giocare in categoria superiore») e perde per squalifica Saporetti mentre in porta e in attacco possibile ballottaggio tra Greco e Mangano e Latte Lath e Castelli.

«Un po’di turnover sarà necessario senza snaturare però la squadra che ha una precisa fisionomia e gioca a memoria. Gli avversari? Hanno giovani bravi e di qualità come Bianchi, Nannelli e Petrovic capaci di far male in fase di ripartenza. La classifica noi non la guardiamo. Ci interessa la prestazione e la crescita del collettivo. I conti li faremo poi a fine stagione». —

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