Toscana
Pellegrini, il difensore portafortuna della C «A Fano eravamo ultimi, evitammo i playout»
Il rinforzo rossonero racconta il precedente di buon auspicio per la truppa di Lopez impegnata nella lotta per la salvezza
Nicola Nucci
LUCCA. Nella sua carriera ha lottato quasi sempre per il vertice, ma è stato protagonista anche di una strepitosa risalita, nella stagione 2017-18 al Fano in serie C: salvezza diretta senza passare dai playout. Un precedente di buon auspicio per la causa rossonera.
Eros Pellegrini, 31 anni, difensore di lungo corso, è il rinforzo giusto per la Lucchese per sopperire agli infortuni di Dumancic e Papini e la squalifica di Solcia e garantire una valida alternativa a Lopez. «Sono arrivato a gennaio a Fano con la squadra in difficoltà, ultima e con meno punti anche della Lucchese, ci siamo compattati e con i rinforzi di gennaio e una grande determinazione ci siamo salvati senza playout. Ho sempre giocato per vincere e i playoff a Pordenone, Siena e Pisa ma non fa differenza, quello che conta è la mentalità, lo spirito di sacrificio, la voglia di crederci fino in fondo».
Un debutto positivo per l’eclettico difensore trevigiano che può giocare anche da laterale nella difesa a quattro. «Ho fatto quello che si aspettavano l’allenatore e la dirigenza: una prestazione che richiedeva una partita difficile contro una Pro Vercelli che era in grande forma e con soltanto due allenamenti con la mia nuova squadra che è scesa in campo con l’approccio giusto cercando prima di tutto di non prendere gol e limitare i danni. Abbiamo fatto una gara di sostanza e con un pizzico di fortuna e magari se ci avessero dato quel rigore sacrosanto avremmo potuto anche vincere. Ad ogni modo era importante reagire dopo due ko e lo abbiamo fatto con una gara di un grande sacrificio, una prova di forza» sottolinea Pellegrini arrivato dal Catania. «Una parentesi sfortunata: dal possibile esordio al derby col Palermo all’infortunio ad ottobre con tempi lunghi e la sosta di Natale. Nel frattempo la società ha preso due difensori, c’era abbondanza ed avevo una grande voglia di giocare e Lucca è stata un’ottima opportunità per rilanciarmi. Devo ringraziare il mio procuratore Paolo Tricoli che mi ha dato possibilità di tornare in categoria e in Toscana dove sono stato anche a Pisa, Viareggio e Siena. Conoscevo bene la Lucchese che ricordavo come una squadra ostica, difficile da battere. Ecco, in questa seconda parte di stagione dobbiamo vendere cara la pelle e giocare con la stessa intensità e aggressività». Adesso un altro banco di prova per i rossoneri al Sinigaglia in casa della capolista Como. «Una partita tosta contro la formazione lariana che arriva da una batosta, un ko pesante nel derby con il Lecco, e vorranno vincere per riscattare la sconfitta e consolidare primo posto. Ci attende un’altra gara di sofferenza, ma possiamo fare bene. È un campionato strano, molto equilibrato dove puoi vincere e perdere contro tutti». Una carriera in crescendo fino al 2017, poi cinque squadre cambiate negli ultimi quattro anni. «Dal 2018 è stata una fase difficile per ragioni familiari, dopo la morte di mio padre mi sono avvicinato a casa, a Montebelluna in serie D, per stare vicino a mia madre e alla famiglia e per giocare ed essere pronto a luglio per una chiamata dalla C. Poi ho provato a ripartire al Carpi (collezionando 14 gare) e al Catania (due presenze) sempre in C. Adesso voglia fare bene a Lucca». Pellegrini è un difensore affidabile ed esperto, di categoria, dal 2010 al 2018 in serie C. Agli inizi era anche una promessa quando dal Nord è sceso nel profondo Sud, da Treviso è approdato a Palermo. «È stata una scelta di vita importante perché da Treviso mi sono trovato catapultato nella Primavera rosanero. Mi allenavo con la prima squadra e ho conosciuto attaccanti forti come Miccoli, Hernandez e Cavani. Era un Palermo che faceva sognare e si qualificò in Europa League. Non ho debuttato in serie A, ma allenarsi con questi campioni aiuta a crescere in fretta e assapori il calcio vero». Un calciatore quadrato, serio, con la testa sulle spalle. E con un nome curioso nel mondo del calcio. «Non c’è una motivazione particolare, piaceva ai miei genitori» dice il difensore veneto che guiderà la retroguardia con Panariello e Dalla Bernardina che sembra favorito per sostituire lo squalificato Solcia. In avanti Petrovic potrebbe affiancare Bianchi in grande spolvero. –
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