Gioco
GhiviBorgo, il ritorno con il botto di Venturi «Il regalo più bello è centrare la salvezza»
Dopo la vittoria con il Rimini il mister ringrazia i dirigenti per la fiducia e l’ex trainer Lavezzini per l’ottimo lavoro svolto
Michele Citarella
GHIVIZZANO. Simone Venturi, buona la prima. Il ritorno sulla panchina del GhiviBorgo dopo tre stagioni ha avuto un esito ben oltre le più rosee aspettative. La squadra è tornata a vincere e a credere nuovamente nella salvezza, cosa che appariva assolutamente impossibile qualche giorno fa, dopo il ko subito con il Progresso. Ma il tecnico, pur soddisfatto, non crede ai miracoli: «Non abbiamo fatto niente. La strada è lunga, anche se non nascondo che partire con tre punti è stato fondamentale per il morale e per la classifica».
Quello che si è visto, dopo tante settimane, è la capacità di dare battaglia: «Siamo stati favoriti dal campo pesante, che ha tolto al Rimini qualche chance di palleggiare palla a terra, ma è stato importante esaltarsi su questo campo nello spirito di sacrificio e abnegazione». Ci sono poi i riconoscimenti al predecessore: «Lottare su un campo difficile per novanta minuti è possibile se si ha una buona condizione fisica. Ed io ho trovato una squadra ben allenata nella precedente gestione di Rino Lavezzini. Spesso noi allenatori siamo in balia del risultato».
Poco è stato cambiato rispetto alle soluzioni di Lavezzini anche dal punto di vista tattico. «Siamo partiti a quattro, pronti all’occorrenza nel posizionarsi con il 3-5-2 o 5-3-2. La cosa che ho chiesto in più è la rapida verticalizzazione per sfruttare al meglio le caratteristiche di Cargiolli».
Tra la gestione 2017-18 e quella attuale, Venturi ha lavorato con Montevarchi e San Donato Tavarnelle: «Dopo il Ghiviborgo c’è stata l’esperienza con il Montevarchi, dove le pressioni erano diverse. La società è ben strutturata, con settore giovanile e mentalità da professionisti. Ricordo centinaia di tifosi alla presentazione e 400 spettatori quando la squadra è venuta a giocare a Bagni di Lucca. Di Montevarchi ho un bel ricordo». L’anno seguente, quello interrotto dal Covid e dalla pandemia, c’è stato il San Donato Tavarnelle: «Società a conduzione familiare sul modello Ghiviborgo. Se qui adesso trovo persone che nel tempo hanno acquisito una mentalità importante per la D, al S. Donato la scorsa stagione c’è stata qualche difficoltà. Il vantaggio del S. Donato è la potenziale economica e di risorse in generale«. Il pensiero adesso è al GhiviBorgo: «Se sono tornato ad allenare una squadra ultima in classifica è per i dirigenti di questa società. I soldi non sono tutto». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
