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Lucca

Lucchese, il cuore oltre l’ostacolo fermata la corazzata Pro Vercelli

Luca Tronchetti

Con l’uomo in meno per quasi un tempo i rossoneri conquistano un punto e acciuffano il Livorno all’ultimo posto

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Luca Tronchetti

LUCCA. Un pareggio strappato con la sofferenza, con il cuore, con il carattere, con il temperamento contro una squadra, la Pro Vercelli, molto più forte e nonostante i rossoneri giochino quasi un tempo in inferiorità numerica. Un punto che consente alla Lucchese di riprendere il cammino dopo due ko di fila, di terminare la sfida con la porta inviolata dopo sei reti subite in 180 minuti e soprattutto di lasciare dopo 23 partite l’ultimo posto solitario riacciuffando a quota 17 il Livorno.

Una nuova sconfitta avrebbe gettato nello sconforto la truppa di Giovanni Lopez che, a fine partita, deve rammaricarsi per un possibile rigore non concesso (fallo di mano di Masi che aveva le braccia staccate dal corpo su una ribattuta) e per quel tentativo di Nannelli che Petrovic non riesce a ribadire in rete a porta sguarnita. Con questo spirito, con questa abnegazione, la Lucchese può evitare l’ultimo posto in classifica e giocarsi le sue chance di salvezza impensierendo anche la capolista Como. Perché in fondo, oltre ad aver agganciato i labronici, i rossoneri hanno rosicchiato un punto anche alla Giana Erminio che ora è a tre punti.

Diciamoci la verità: dopo le prove deprimenti (almeno sul piano della cattiveria agonistica) con Novara e Grosseto, l’ambiente era rassegnato al peggio. Gli infortuni a catena – dal portiere Coletta ai difensori Papini, Benassi e Dumancic – e certe prestazioni inspiegabili non lasciavano adito a speranze. La società è stata tempestiva andando a prendere due calciatori dal mercato degli svincolati (Pellegrini e Maestrelli) con il primo, più esperto, buttato in campo dopo un allenamento e mezzo e che contro i bianchi del Piemonte ha fornito un contributo importante.

Adesso però, dopo un ottimo pareggio contro la formazione più tecnica e manovriera vista da queste parti, è severamente vietato parlare di salvezza diretta. Un autentico miracolo sportivo sarebbe quello di mettere dietro tre formazioni e giocarsi gli spareggi con il vantaggio campo (due risultati su tre utili per rimanere in C). Se dovesse accadere l’hombre vertical dovrebbe diventare cittadino onorario e il suo contratto essere rinnovato in automatico per 2-3 stagioni.

Piangere sul latte versato non serve a nulla, ma è giusto ribadire che sono stati commessi gravi errori nel mercato degli over mentre per quello degli under la direzione sportiva si è comportata in modo egregio come dimostra la grande stagione di Bianchi (anche ieri il migliore in campo e destinato a giocare in A, infortuni permettendo, tra qualche anno) gli indiscutibili progressi di due neofiti della C (oltretutto i di proprietà) come Nannelli e Papini, l’inattesa scoperta di Panati e la crescita costante di Adamoli e Solcia capaci di guadagnarsi un posto fissoi.

Il canovaccio della sfida tra la Pro Vercelli (formazione più in forma del torneo) e Lucchese (fanalino di coda) è identico dall’inizio alla fine. Le casacche bianche a fare la partita, in virtù di una componente tecnica e di una capacità di palleggio decisamente superiore, quelle rossonere a dare battaglia nel fango, a lottare su ogni pallone per guadagnare metri e non farsi schiacciare nella propria trequarti. Per larghi tratti della sfida sembra che la Pro Vercelli giochi con un uomo in più con la fisicità di Awua, le geometrie di Nielsen e il cambio di passo di Rolando. Di fatto però, nonostante ritmi forsennati, Biggeri non compie mai interventi decisivi. Nella ripresa l’espulsione di Solcia al 9’, già ammonito e costretto al fallo dal limite su Costantino, ormai solo davanti al portiere, rischia di cambiare le sorti del match e affossare la Lucchese. Modesto, tecnico dei vercellesi, prova a vincere e manda dentro l’artiglieria pesante: le punte Comi e Gatto. Giocando con l’uomo in più e con sei giocatori offensivi. Ma nonostante la pressione, gli ospiti non sfondano la diga eretta davanti a Biggeri, con l’innesto dell’altro debuttante Dalla Bernardina, che regge come un’ideale linea del Piave. I piemontesi non passano e di rimessa la Lucchese può conquistare l’intera posta senza l’errore di Petrovic e la svista arbitrale. La Lucchese è ancora viva. —

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