Sicurezza
Coach Iurlaro si racconta: «A Lucca mi trovo benissimo»
Alessandro Petrini
LUCCA. I primi anni a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, dove il maestro della scuola elementare gli ha fatto nascere la passione, poi il trasferimento con tutta la famiglia a Pesaro, dove la pallacanestro è una religione e la passione è diventata amore. Sono questi i primi approcci che Francesco Iurlaro, 39 anni e attuale allenatore del Basket Le Mura, ha avuto con la palla a spicchi, uno che da ragazzo è sempre stato un buon giocatore arrivando anche a un passo dal calcare il parquet della serie A. «Oltre al fisico ci vuole anche la testa – scherza – e a quell’età ero un po’ pazzerello. La mia fortuna è stata arrivare a Pesaro e riuscire a entrare nel settore giovanile della Scavolini dove ho incontrato allenatori bravi come Stefano Bizzozi, e poi a Rimini con Claudio Papini. Penso che se oggi sono allenatore lo devo anche a persone come loro che mi hanno fatto intendere la pallacanestro come stile di vita». Poi è arrivato il momento di andare a giocare fuori casa: la stagione a Teramo in A2, senza mai giocare, ed esperienze tra B e C prima di smettere per terminare gli studi in scienze motorie e iniziare ad allenare.
La tessera di allenatore di base l’ha presa subito iniziando con le giovanili. «Maschile e femminile sono due mondi differenti. L’unica esperienza con gli uomini l’ho avuta da vice in B a Pesaro ma contemporaneamente allenavo anche un’Under 17 femminile. Poi è arrivata la prima chiamata come vice in A2 e responsabile delle giovanili a Borgotaro». Dopo la retrocessione in B la società decide di affidargli la panchina e a 26 anni Iurlaro vince il campionato tornando in A2 e rimanendoci per tre stagioni. «Quando l’esperienza è finita sono stato due anni a Marghera in A2».
A quel punto è arrivata la chiamata di Parma in A1: «Non è stato un grande anno e mi sono dimesso a stagione in corso – ammette -. Era una situazione complicata e avrei dovuto fare prima l’assistente». Iurlaro però riparte subito bene andando a Ferrara in A2, dove disputa una finale di Coppa Italia, e poi due anni a Marghera alla guida di una serie A2 di giovani e grandi successi con le giovanili vincendo due campionati Under 16, l’Under 14 regionale e due terzi posti con l’Under 18. Sono gli anni in cui lancia Silvia Pastrello e poi ancora Sara Toffolo, oggi a San Martino di Lupari, ma soprattutto in cui viene chiamato dalla Nazionale come vice di Lucchesi al Mondiale Under 19 e poi come capo dell’Under 18 all’Europeo di Udine.
L’esperienza da vice alla Reyer e l’anno a Udine sono il prologo del suo arrivo a Lucca nel 2019. «Qui mi trovo benissimo – dice – ha la dimensione ideale, proprio come Pesaro. Poi il mare è vicino, così come la montagna, e la città è molto bella. Abito a San Vito e la mia intenzione è sempre stata quella di scoprirla, di visitare il centro storico. Le escursioni, la natura, le città d’arte e le mostre sono le mie passioni. Purtroppo la pandemia ha cambiato tutto, anche le abitudini nel tempo libero». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
