Il Tirreno

Lucca

la memoria come cornice 

Gara nello stadio Clara Weisz figlia dell’allenatore Arpad Entrambi uccisi nei lager

M. C.
Gara nello stadio Clara Weisz figlia dell’allenatore Arpad Entrambi uccisi nei lager

1 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Lo stadio del Progresso Calcio è a Castel Maggiore, nell’hinterland di Bologna. Dal settembre 2019 è intitolato a Clara Weisz che, a pochi giorni dalla giornata internazionale della memoria per le vittime dell’olocausto, merita di essere ricordata. Clara fu la figlia dell’allenatore di Bari, Alessandra, Inter e Bologna Arpad Weisz, deportata e morta nel 1942 ad Auschwitz, ad appena 8 anni. Arpad, ungherese, vinse da allenatore tre scudetti: nel 1930 con l’Ambrosiana Inter, nel 1936 e nel 1937 con il Bologna. Nel campionato 1937–1938 fu confermato sulla panchina rossoblù fino a quando, per le leggi razziali, fu costretto a lasciare l’Italia. Con la moglie Elena (nome italianizzato dal regime fascista; il nome originale ungherese era Ilona), i figli Roberto e appunto Clara, Arpad lasciò Bologna, direzione Olanda dove allenò il Dordrecht. Fu qui che il 2 agosto 1942, l’intera famiglia Weisz fu arrestata dalla Gestapo e si divise definitivamente. Arpad fu mandato ai lavori forzati nell’Alta Slesia, mentre i figli e la moglie raggiungono Birkenau dove vengono eliminati in una camera a gas. Arpad verrà deportato successivamente ad Auschwitz, dove visse di stenti per morire il 31 gennaio 1944. —

M. C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web