Il Tirreno

Lucca

Lucchese travolta dal Novara non si schioda dall’ultimo posto

Luca Tronchetti

Dopo sei risultati utili di fila i rossoneri incappano nella giornata storta e non approfittano dei ko di Livorno, Piacenza e Giana

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Luca Tronchetti

LUCCA. Mangiati vivi. Fisicamente, atleticamente e tecnicamente. La partita del sorpasso, quella dell’addio all’ultimo posto, si trasforma in una Caporetto contro una diretta concorrente nella lotta per la salvezza. La sagra degli errori-orrori va in scena e si consuma nella prima mezz’ora. Il Novara, che non vince da 14 turni (era il 21 ottobre), al cospetto dei rossoneri sembra una squadra di marziani con Panico, Lanini e Schiavi abitanti di un altro pianeta. E così per la Lucchese, dopo 10 punti in 6 partite, l’aggancio almeno al penultimo posto occupato dal Livorno resta un miraggio. Difficile giustificare una sconfitta interna per 4-1 (con la rete della bandiera è arrivata al novantesimo), ma è anche ingiusto e ingeneroso gettare la croce addosso ad un allenatore (come i leoni da tastiera sono abituati a fare da tempo e nei confronti di chiunque) che con tenacia, impegno e tanto lavoro ha rimesso in linea di galleggiamento una barca alla deriva della D. Il problema è sempre lo stesso: quando hai una formazione con 7 under (in campo dal 13’ pt c’erano due nati nel 1999, due nel 2000 e tre del 2001) ti puoi attendere da una settimana all’altra cali fisiologici e di concentrazione. Che diventano più evidenti se in squadra mancano “anziani”(over) di grande personalità capaci di prendere in mano la squadra nei momenti difficili. Prendiamo la difesa: dopo 21 partite quella rossonera è la più battuta del girone (37 gol). La domanda sorge spontanea: Panariello, De Vito, Solcia, Dumancic, Papini e il lungodegente Benassi hanno l’autorevolezza per guidare il pacchetto arretrato? O sarebbe meglio, entro stasera, arrivare ad un centrale che possa alzare il tasso tecnico? Al difetto strutturale si aggiunge anche l’utilizzo a singhiozzo di Bianchi (bomber rossonero con 6 centri al suo attivo) – che deve essere gestito dopo i problemi muscolari che lo hanno fermato per un paio di turni – e gli infortuni in sequenza, alternatisi al Covid, che hanno caratterizzato la stagione della Lucchese (Bitep, Coletta, Benassi, ma anche Cruciani, Papini e ora Dumancic). Gli ultimi risultati positivi, specie la vittoria di Crema, avevano illuso e fatto sperare una Lucchese fuori dal tunnel. Invece la luce è ancora lontana. Unica nota positiva di giornata la sconfitta contemporanea di Livorno, Piacenza, Giana, Olbia e Pergolettese, le squadre che i rossoneri dovranno superare per evitare i playout. Una montagna da scalare. E mercoledì a Grosseto diventa fondamentale muovere la classifica.

La sfida salvezza con il Novara dura mezz’ora. Dopo 4’ Panico anticipa Papini e appoggia per Lanini che supera di slancio un paio di rossoneri e calcia in porta. La sfera tocca Solcia e inganna Biggeri. Un quarto d’ora dopo Schiavi ruba palla a Papini lascia a Panico che sull’out sinistro infila il portiere sul suo palo. Alla mezz’ora completa il “frittatone” uno scellerato controllo di De Vito che fa partire Rossetti. Quaranta metri in solitudine e palla in rete. Poi Lanini, per smisurato ego, e Malotti, sbagliano gol fatti. La Lucchese? Non pervenuta. Nella ripresa la musica non cambia e il Novara trova il quarto gol. Slalom del neo entrato Cisco a servire nell’area piccola Lanini per la doppietta di giornata. I rossoneri si vedono solo nel finale. Prima con Panati e con Bianchi che segna il gol della bandiera. —

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