Attenzione
«Quella volta Rabitti mi disse di dedicarmi allo studio»
LUCCA. La carriera di calciatore di Simone Banchieri si è fermata a 24 anni in seguito alla frattura di tibia e perone in uno scontro di gioco. «Il ruolo? Ero portiere, ma già a quell’età mi interessava più la parte tecnico-organizzativa del calcio piuttosto che gli allenamenti o il campo». Eppure una piccola chance l’ha avuto pure lui. «Sì, nel 1988, quando avevo 12 anni feci un provino per il Torino. Sono juventino e non ero proprio entusiasta di andare a giocare con la maglia granata. Eravamo in diversi e ad osservarci c’erano i responsabili del vivaio Ercole Rabitti e Oberdan Ussello». Finito il provino Rabitti, ex punta di A e B e allenatore di Juve, Savona e Torino, si avvicina a Banchieri: “Piccinin, come vai a scuola?”. «Vista la serietà di quei tempi dove la componente studio era importanti - racconta Banchieri - credetti che volesse veramente sapere il mio andamento scolastico. E siccome ero bravino gli dissi avevo bei voti». Lapidaria la risposta: “Ecco, pensa a studiare che il pallone non fa per te”. E da lì Banchieri capì che non sarebbe mai diventato un portiere vero. —
L.T.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google