Toscana
Banchieri, tecnico-ragioniere che aiuta i giovani a crescere e punta tutto sul collettivo
Portiere scarso tra i dilettanti smise per un grave infortunio e iniziò a vincere nelle giovanili lavorando per anni all’ex Omnitel Ha lanciato la punta Lapadula
LUCCA. Sorride quando qualcuno utilizza la parola «lavoro» riferita al calcio. Perché per Simone Banchieri, 46 anni, piemontese doc, il pallone è la passione della sua vita. E quando un uomo riesce a conciliare la passione con il lavoro allora quell’uomo è davvero un uomo fortunato. Banchieri sino al 2013 – e quindi sino a 39 anni con moglie e due figli a carico – era uno stimato e apprezzato impiegato nell’area amministrativa dell’ex Omnitel ora Vodafone. Diploma di ragioniere, università di Economia e Commercio iniziata, ma non conclusa, e un sogno in testa: fare l’allenatore. «Quando al mio capo ufficio dissi che mi licenziavo per andare a fare l’allenatore mi diede del matto. – racconta Banchieri - E in effetti un poco lo ero visto che non mi aveva preso la Juventus, ma la Berretti della Pro Patria. Alla fine ho avuto ragione e adesso guadagno di più rispetto al mio lavoro originario. Ma con una differenza: ora mi diverto. Stress? La vera pressione è quando ti alzi alle 5 per portare a casa uno stipendio e mantenere la famiglia».
La sua carriera in panchina è un crescendo wagneriano: dal San Mauro Torinese, la città piemontese in cui è nato, alla panchina del RivoliCollegno dove giocano due ragazzini mica male: i fratelli Lapadula. Con Gianluca che oggi gioca in A nel Benevento ed è nazionale peruviano. Da lì il tecnico-ragioniere approda nel campionato di Promozione piemontese con Rivara e San Mauro. Infine la parentesi con la Berretti della Canavese che nel girone giunge prima davanti al Milan di De Sciglio. Dopo la Berretti della Pro Patria ecco che si spalancano le porte della D: Derthona, Novese, Folgore Caratese, Legnano. Poi arriva la svolta: la famiglia De Salvo, il settore giovanile del Novara: prima i quarti nazionali degli under 16 uscendo e poi vittoria dello scudetto senza mai perdere una partita tra campionato e finali. «Sono arrivato così in prima squadra - racconta Banchieri - e sono orgoglioso di aver fatto debuttare in C non ancora diciassettenni Barbieri (oggi alla Juventus) e Pagano (classe 2003 e oggi in panchina). In questo club ho la fortuna di avere un centro sportivo come Novarello tra i 7-8 migliori d’Italia».
Al Porta Elisa, il Novara affronta la prima sfida salvezza: chi lo avrebbe detto alla seconda di campionato? «Guardi contro la Lucchese vincemmo 3-0, ma il risultato fu decisamente bugiardo. I rossoneri erano una buona squadra: ora sono migliorati. Non si fanno sei risultati utili consecutivi per caso. Gente come Nannelli, Petrovic e Bianchi fa la differenza in queste categorie. Razionalmente mi verrebbe da dire che potremmo accontentarci di un pari, ma a livello giovanile non firmavo mai per un punto anche quando incontravamo la Juve».
A proposito del Novara, la squadra si è rifatta il look. Via Zigoni (Mantova) e Firenze (Padova) dentro Corsinelli (Bari) e Bertoletti (Arezzo): «Era necessario fare un restyling e i ragazzi che abbiamo preso hanno la testa libera e possono darci un grande aiuto. C’è bisogno di condizione e condivisione. Contro la Pro Vercelli abbiamo giocato bene sino alla doppia espulsione e anche in nove abbiamo retto. In settimana ci siamo parlati nello spogliatoio e ho visto il giusto spirito di reazione e la voglia di fare risultato. Siamo consapevoli della posta in palio e ce la giocheremo alla pari. Panchina a rischio? Il presidente paga e decide». —
Luca Tronchetti
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