Sicurezza
Roni e la magia rock sotto la rete
Il capitano della Nottolini è appassionata di Harry Potter e non perde un concerto di Vasco Rossi
Eva Bertolacci
LUCCA. La migliore scesa in campo sabato scorso contro Empoli. Beatrice Roni non è solo il capitano della Nottolini Capannori, è l’anima e il cuore di un sestetto che vuole ritagliarsi tante soddisfazioni. Quello che le manca in altezza (“solo” 173 centimetri) lo compensa con una grandissima elevazione: da posto quattro la sua mano diventa un cecchino infallibile, sempre alla ricerca della diagonale impossibile o del mani out.
La banda della Toscanagarden è una ragazza tenace, innamorata della pallavolo, suo unico grande amore da quasi 22 anni. E poi c’è naturalmente anche Paolo, il fidanzato, che la segue con il suo obiettivo fotografico nelle partite e negli allenamenti, pronto a immortalare il momento perfetto. Nata nel 1993 a Querceta, Beatrice prima di vestire in bianconero ha avuto varie esperienze nel volley: «Ho iniziato nel Versilia a 5 anni, mia sorella maggiore Viola giocava lì e da lei ho anche ereditato la maglia numero 10. Mi ricordo che il mio esordio ufficiale fu in Seconda Divisione proprio per sostituirla: la aggregarono alla Prima Divisione e l’allenatore mi chiese se volevo giocare al posto suo. Giocai proprio contro la Nottolini, confrontandomi con ragazze di 7-8 anni più grandi di me, la maglia mi arrivava sotto al ginocchio, fu un’emozione unica. Poi sono andata a giocare allo Jenco a Viareggio, a Casciavola, a S. Miniato e infine alla Nottolini da ormai più di sei anni. Il momento più bello sul parquet? Avevo 15 anni e partecipai a un torneo internazionale ad Acqui Terme, con il Versilia lo vincemmo e io vinsi anche il premio come migliore giocatrice. E poi naturalmente la promozione in B1 con la Nottolini nel 2018».
Non solo volley nella sua vita: con un babbo falegname e una mamma impiegata contabile, la strada scelta da Beatrice l’ha portata da tutt’altra parte. «Sono laureata in lingue e letterature straniere e lavoro nel marketing e nell’import/export in un’azienda di Viareggio che si occupa di strumenti di misura. Nel (poco) tempo libero amo dedicarmi al genere fantasy. Adoro Harry Potter e ho una sana passione per il trekking. La domenica mi piace andare in vetta sulle Apuane che ho vicino casa. Amo molto viaggiare, ho adorato il mio primo volo a Londra, anche se con la situazione attuale non ci si può spostare oltre i confini regionali. Un altro mio grande amore è Vasco Rossi, sono andata a 10 concerti, una volta ero in prima fila e mi tirò il suo paracollo».
L’attuale situazione pandemica ha influito molto sulle vite di tutti e anche la pallavolo non è stata risparmiata, che idea si è fatta del momento attuale in Italia?
«Non mi identifico con nessun partito in particolare, ma anche per motivi di lavoro ho spulciato ogni DPCM uscito. Credo che la situazione che abbiamo sia stata gestita al meglio delle possibilità del momento, si poteva fare meglio, ma non mi sento di mettere in croce Conte come hanno fatto molti».
Ha mai perso le staffe in campo?
«Giocavamo a Siena, eravamo sotto di due set e riuscimmo a pareggiare. Sul 14-13 per noi il secondo arbitro che era lontano da me mi fischiò un fallo inesistente. Io ero sotto il primo arbitro e gli chiesi se stesse facendo sul serio. Non mi ricordo cosa dissi, ma tante cose furono inventate. Mi squalificarono due partite».
È mai scesa a compromessi? «Dovevo andare al Club Italia, poi tutto saltò per quelle che chiamerei cause di forza maggiore, per non chiamarle raccomandazioni.. Ero molto delusa e volevo addirittura smettere di giocare. Mi dissero che, vista anche la mia altezza, dovevo continuare a fare il libero, ma io mi divertivo troppo in attacco e ho continuato a fare la schiacciatrice. È un ruolo che mi permette di toccare tutti i fondamentali. Il mio punto forte è il salto, ma me la cavo anche in ricezione e difesa».
Quali i pregi e quali i difetti? «Sono permalosa e testarda, spesso ho la smania di raggiungere troppi obiettivi quando sarebbe meglio rimanere con i piedi per terra. Che è quello che cerco di insegnare alle compagne più giovani. Mi considero una persona onesta, trasparente e altruista». —
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