Lucchese, la salvezza è fondamentale in vista della riforma dei campionati
Con la conferma dei presidenti delle Leghe (Paolo Dal Pino per la A, Mauro Balata per la B, Francesco Ghirelli per la C, e Cosimo Sibilia per la Lnd) si attende il 22 febbraio l’elezione del presidente della Federcalcio. Se, come tutto lascia presupporre, al Cavalieri Waldorf Astoria di Roma (luogo deputato per lo svolgimento del consiglio federale) l’attuale presidente Gabriele Gravina sarà rieletto inizierà una nuova fase operativa. Che vede al primo posto la riforma del calcio e quindi dei campionati. Una riforma epocale suggerita dalla situazione economica in cui versa il Paese e che, a conti fatti, è simile nella suddivisione a quella del cosiddetto Lodo Barassi (stagione 1951-52) che trasformò la serie C in una fotocopia delle sorelle maggiori. Andando verso una stretta delle formazioni professionistiche ecco che per la Lucchese conquistare la salvezza nella stagione in corso diventa fondamentale. Perché Gabriele Gravina ha da tempo in cantiere una riforma che, ottenendo il consenso elettorale attraverso la rielezione al vertice della Figc, troverà la sua applicazione.
La proposta. Un progetto preannunciato alla fine del 2020 al Consiglio di Lega Pro e che trova unanime consenso ai vertici del calcio. Una proposta che va nella riduzione auspicata di una riduzione delle squadre professionistiche suddivise tra serie A, serie B e serie C. Oggi sono 100 formazioni professionistiche (20 di A, 20 di B, 60 di C) con l’approvazione del Lodo Gravina si passerebbe a 60 squadre.
La suddivisione. La serie A e la serie B resterebbero invariate. Entrambe le categorie a 20 squadre con tre promozioni e tre retrocessioni attraverso la formula dei playoff e dei playout. La novità (che poi è un ritorno a 70 anni fa) è rappresentata da una C Élite, Gold o di Eccellenza con 20 squadre rigorosamente professionistiche. Quindi 60 formazioni Pro. Ci sarebbe, poi, una categoria di C semiprofessionistica a 60 squadre ripartite in tre gironi (l’ex C2) e una D dilettantistica a 162 club divisi in 9 gironi.
Professionismo (60 squadre): Serie A: 20 squadre, 3 retrocessioni in B.
Serie B: 20 squadre, 3 promozioni in A (2 posti per la prima e la seconda classificate e 1 posto per la vincitrice dei playoff), 3 retrocessioni in C Élite (l’ultima direttamente, le altre 2 attraverso i playout).
Serie C Élite: 20 squadre, 3 promozioni in B, 3 retrocessioni in C semipro.
Come si forma la Élite. Per formare la nuova categoria nel campionato di C conterà il piazzamento dal primo al settimo posto (anche attraverso i playoff). Sulla riforma c’è una divisione tra i vertici federali. Chi vorrebbe accelerare a partire dalla stagione in corso (2020-21) attingendo per la nuova C alle squadre che si trovano attualmente nei quartieri alti dei tre gironi e chi, invece, più saggiamente fa notare che cambiare le regole in corsa potrebbe provocare ricorsi e rallentare la riforma. Se ne riparlerà dopo il 22 febbraio.
Semiprofessionismo (60 squadre): suddivise in 3 gironi da 20, 3 promozioni in C Élite (1 per girone), 9 retrocessioni in D (3 per girone). Tale campionato verrebbe formato con le squadre non ammesse in C Élite e dalle prime 9 di ogni girone di Serie D più altre 11 (per merito) del medesimo campionato (2020-21 o probabilmente 2021-22). —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
