Sicurezza
A settembre un campo in sintetico per l’Atletico Lucca
Michele Citarella
LUCCA. Attenzione rivolta al futuro, senza dimenticare il passato, le radici e la storia della società. Stefano Bartoli parla a tutto tondo della sua esperienza di presidente dell’Atletico Lucca, delle emozioni, ma anche degli impegni e dei programmi futuri che attendono la società. Con una premessa: «I 50 anni di attività dell’Atletico Lucca sono arrivati nell’anno della pandemia e dello stop dei campionati. Un vero peccato, perché avremmo voluto dare molto risalto a questa ricorrenza, per trasmettere alle nuove generazioni cosa è stato e cosa rappresenta l’Atletico Lucca nel panorama calcistico della Lucchesia e non solo. Ringrazio Il Tirreno per gli spazi dedicati in questa stagione ai vari calciatori che si sono alternati nelle nostre fila».
«Da ragazzo ammiravo l’Atletico Lucca, in cui non ho mai avuto la fortuna di giocare. - racconta Bartoli - Sono presidente da 6 anni e direi che sono stati fondamentali i racconti di “Kubler” Bertolini, di Marco Tuccori, del Chiocca e di tutti quei dirigenti che da anni sono in società. Ero già consapevole della storia della società, ma i loro aneddoti sui calciatori ora diventati nonni e le loro descrizioni dei vari Serantoni, Traliccio Arrighi, Galli e tutti gli altri hanno accresciuto in me il senso di appartenenza per il club». Un calcio molto diverso da quegli anni Settanta-Ottanta e Novanta…«Nel mondo dei dilettanti è incredibile quante cose sono cambiate. Quei dirigenti erano figure rappresentative, all’occorrenza direttori sportivi e capaci di trattare con i club professionistici i propri tesserati, ma erano anche i primi a rimboccarsi le maniche, a tagliare e rullare il campo, a lavorare con secchi e carriole. Le tante foto conservate in archivio dimostrano questo ruolo multitasking dei nostri predecessori. Ora c’è più suddivisione dei ruoli».
Un impianto sportivo in sintetico all’Henderson: un sogno che si avvera?
«Sì, abbiamo firmato pratiche e cartolari vari. Aspettiamo di poter iniziare con i lavori. Ci piacerebbe averlo pronto per l’avvio del prossimo campionato. L’impianto è fatto per i ragazzi e non ci saranno abusi negli affitti, ma una grande occasione per allenare i nostri ragazzi affidando la tecnica per permettere alle nostre prime leve della scuola calcio di poter migliorare nei fondamentali anche nei mesi invernali e in massima sicurezza. Facciamo questo anche per tecnici e istruttori, che sono il nostro fiore all’occhiello. La struttura è comunale e noi investiamo nostre risorse per l’impianto. Mi auguro che un impianto sportivo comunale come quello che sarà l’Henderson in via Salicchi non venga lasciato privo di parcheggio. Che non sarà certo solo a disposizione del campo sportivo ma di tutte le attività commerciali e di tutta la comunità di S. Marco».
Cosa le è rimasto impresso nei 6 anni di presidenza?
«Mi piace l’idea di portare avanti la tradizione della consegna della strenna natalizia a tutti i tesserati. Un momento per vivere il rapporto con famiglie e ragazzi affascinante». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
