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Lucca

Lucchese, vittoria alla...Crema Bianchi e Petrovic implacabili

Luca Tronchetti

Tre punti al platino in trasferta con una concorrente nella lotta salvezza. Difesa e ripartenza con Biggeri che fa i miracoli

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Luca Tronchetti

La partita perfetta. Quella di una squadra vera e di un gruppo unito con un’età media di poco più di 21 anni e una qualità degli under (Bianchi, Adamoli, Nannelli, Papini, Solcia e adesso Zennaro) di gran lunga superiore alla maggioranza delle compagini del girone A. Non è per caso che si conquistano 10 punti in 6 partite e da quasi due mesi non si conosce il sapore amaro della sconfitta. Per farla breve solo Como, Renate e Pro Patria negli ultimi 540 minuti hanno fatto meglio dei rossoneri. E questo la dice lunga sullo stato di forma di Papini e soci. La Lucchese è ancora fanalino di coda, ma da questa dolce vittoria di Crema – alla fine ottenuta con merito attraverso la sofferenza necessaria per compiere qualsiasi impresa – si sono gettate le basi per la squadra del futuro con una rosa che ha rincalzi importanti in avanti, a centrocampo e in difesa. Ad inizio dicembre la Lucchese era data per spacciata dagli addetti ai lavori. Ultima con 3 punti dopo 11 partite. Errori di valutazione sugli over nel mercato estivo, il Covid, il cambio in panchina, qualche infortunio di troppo. Tutto sembrava remare contro i rossoneri. L’arrivo dell’hombre vertical, l’innesto di alcuni elementi rivelatisi di fondamentale importanza (Sbrissa, Dumancic e ora Petrovic e Marcheggiani), la crescita dei giovani basata proprio sul duro lavoro quotidiano del mister romano (un vero martello) ha capovolto una situazione che sembrava disperata. Adesso tra la Lucchese e la salvezza diretta ci sono 6 punti mentre sono 4 le squadre nel mirino dei rossoneri (il Livorno a un punto, il Piacenza a due, Novara e Giana Erminio a tre). Manca ancora un’eternità alla fine del campionato (18 partite) e la meta è ancora lontana. Ma tra gli addetti ai lavori c’è la consapevolezza che questa squadra plasmata da Lopez possa scacciare l’incubo del ritorno nell’inferno della D.

Equilibrio e cinismo. Sul biliardo del Voltini di Crema (seminato con erba resistentissima alle gelate della Padania) contro una formazione giovane, ma ricca di palleggiatori, il mancato ritorno alla vittoria avrebbe potuto avere un effetto decisamente negativo sui giovanotti di Lopez specie dopo l’allungo del Livorno reduce dall’inattesa vittoria sull’AlbinoLeffe. Oltretutto le assenze del portiere Coletta (stop per 40 giorni) e del mediano Meucci (squalificato per un turno) complicavano ancor di più i piani tattici del mister. Da una parte il collaudato 4-3-3 della Pergolettese dall’altra il 3-5-2 della Lucchese. Il canovaccio della partita, almeno nella prima frazione con all’opera due squadre guardinghe e molto attente alla fase difensiva, affida il possesso palla ai lombardi che alla fine creano una sola palla gol su un cross teso di Morello (il migliore dei suoi, chiesto in B) con Biggeri incerto nell’uscita e Scardina a colpire il palo a porta vuota. Nella ripresa la Lucchese cambia volto. E Lopez sposta più avanti il baricentro con l’ingresso dei due talenti di casa Genoa: Bianchi e Zennaro. Per un quarto d’ora i padroni di casa mettono alla frusta gli ospiti. Salgono in cattedra i centrali, soprattutto Solcia, e il portieri Biggeri emula Coletta e si trasforma per due volte in Superman e salva il risultato. Poi accade quello che sino a due mesi fa era impensabile. Vuoi perché la condizione era quella che era, vuoi perché oggi in avanti la Lucchese schiera tre attaccanti veri in grado di fare male in ogni circostanza. E così nella prima ripartenza della ripresa il gioiellino Flavio Bianchi con un diagonale secco a fil di palo dal limite realizza il suo sesto sigillo personale e manda in orbita la Lucchese. La Pergolettese è stordita come un pugile che, dopo aver attaccato a testa bassa e piazzato un paio di montanti, si ritrova al tappeto dopo un uppercut in pieno volto. De Paola (che da allenatore contro la Lucchese ha sempre perso) prova a inserire tutti gli attaccanti. Ma far gol alle squadre di un maestro della difesa come Lopez diventa un’impresa impossibile. Così all’ultimo minuto di recupero il solito Bianchi ruba palla sulla trequarti, si lancia in contropiede e serve su un piatto d’argento a Petrovic il gol che chiude le ostilità con la Lucchese che conquista la terza vittoria. —

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