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Lucca

UN LUCCHESE IN SERIE A 

Cacicia, il vice di Davide Nicola torna in A per la quinta volta

Luca Tronchetti
Cacicia, il vice di Davide Nicola torna in A per la quinta volta

Il fedele secondo del tecnico piemontese è carico per l’avventura al Torino «Sono un portafortuna: mai retrocessi nelle quattro esperienze precedenti»

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LuCCA. É stato il più giovane allenatore toscano a sedersi su una panchina di serie A. Era il 13 marzo 2017 e Manuele Cacicia, classe 1978, aveva 39 anni non ancora compiuti quando al San Paolo, durante la sfida tra il Crotone e il Napoli allora guidato da Maurizio Sarri, dovette sostituire il suo mister Davide Nicola espulso e guidare la squadra come capo allenatore cosa che fu costretto a ripetere anche la settimana successiva allo Scida contro la Fiorentina. Da ieri Cacicia è di nuovo su una panchina di serie A. Fedele secondo di Davide Nicola che ha sostituito Marco Giampaolo sulla gloriosa panchina del Torino.

Come va mister Cacicia si aspettava di tornare in A con Nicola su una panchina così prestigiosa?

«É una grande emozione. Nicola ha giocato nel Torino e indossare quella maglia carica di significati è al tempo stesso bellissimo e ti carica di mille responsabilità. Davide c’è abituato e io cerco nel mio piccolo di contribuire ai suoi successi e a quelli delle squadre dove ci chiamano ad allenare. Dico la verità, dopo la complicata salvezza ottenuta la scorsa stagione al Genoa mi aspettavo che il presidente ci confermasse. Ma il calcio è strano e imprevedibile. La chiamata? Lunedì mattina hanno telefonato al mister e siamo andati a Torino. Avevamo visto in tv i granata. Una buona squadra che non ha avuto molta fortuna in questo avvio di stagione. Il mercato? Compete alla società».

Nello staff di Nicola ci sono tanti toscani.

«Io sono lucchese, Rossano Berti, preparatore dei portieri è di Massa, Federico Barni match analyst è della provincia di Pistoia. D’altronde sono tanti i toscani legati ai colori granata da Aldo Agroppi a Lido Vieri».

Lei e il suo capo allenatore avete un record davvero invidiabile: mai retrocessi in B.

«É vero. Con Livorno, Crotone, Udinese (anche se venimmo esonerati ma con la squadra lontana 7 punti dalla zona retrocessione) e Genoa. L’obiettivo è proseguire con questa media e portare in porto la nave granata. Il Torino non può andare in B. É un affronto alla sua gloriosa storia».

Dall’Atletico Lucca all’Olimpo del calcio..

«Non dimentico il mio passato. Cinque anni trascorsi nell’Atletico Lucca e poi il salto nelle giovanili della Lucchese. A quel punto arriva la chiamata di uno dei più importanti settori giovanili italiani, quello dell'Empoli. La grande occasione per salire uno scalino importante, dal dilettantismo al professionismo. Allenatore delle squadre Giovanissimi e Allievi. Per sette anni mi sono diviso tra calcio, lavoro e una famiglia in crescita. Poi il Livorno. Con gli amaranto riparto dalla scuola calcio sino a quando, nel 2012, non incontro Davide Nicola. Lui mi ha fatto entrare nel suo staff dandomi una fiducia che spero di meritare per sempre. La passione per il calcio? Me l’hanno trasmessa papà Giuseppe e mia Eufrasia, con cui trascorrevo molte ore da piccolo. Senza di loro non ce l’avrei fatta». —

Luca Tronchetti

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