Gioco
La Lucchese ferma la capolista adesso inizia il vero campionato
Rossoneri al quinto risultato utile consecutivo chiudono tutti gli spazi e giocano alla pari con la rivelazione Renate
Luca Tronchetti
LUCCA. Diciannove partite per restare in serie C. Dopo il meritato pareggio con la capolista Renate, nell’ultima di andata, la Lucchese può credere alla salvezza che un mese e mezzo fa era pura utopia. Perché oggi i ragazzi di Giovanni Lopez sono una formazione garibaldina che tiene il campo contro qualsiasi avversario e davanti dispone di attaccanti degni di questo nome (Bianchi, ieri assente, Marcheggiani e il possente Petrovic) in grado di mettere in apprensione qualsiasi retroguardia. Anche quella di una squadra che guida la classifica a quota 42. E alla fine infatti i 29 punti di distacco tra la prima e l’ultima della classe non si notano affatto.
SQUADRA ORGANIZZATA
La cura Lopez con gli innesti nell’undici base di quattro giocatori (oltre alle due punte già citate, il centrocampista Sbrissa e il centrale difensivo Dumancic) sta facendo effetto. Cinque partite senza sconfitta, sette punti, tanti giovani di prospettiva cresciuti sul piano fisico, atletico e della personalità (Papini, Nannelli, Adamoli, Solcia e Panati quest’ultimo assente contro la capolista). La Lucchese di ottobre e novembre, costretta a giocare una partita ogni 4 giorni senza mai allenarsi e con 20 giocatori positivi al Covid, subìto il gol a freddo sarebbe andata in difficoltà e non avrebbe reagito finendo per essere schiacciata dalla superiorità tecnica dei palleggiatori lombardi. Quella ammirata ieri al Porta Elisa invece non solo rimonta lo svantaggio iniziale, ma dopo il pari continua ad aggredire i portatori di palla ospiti e sfiora il vantaggio con Marcheggiani e Adamoli. Il segnale evidente di una crescita complessiva frutto del lavoro quotidiano di un maestro come Lopez. La Lucchese oggi non ha paura degli avversari e ha fiducia nei suoi mezzi. L’autostima è la migliore medicina per dire addio all’ultimo posto in classifica e, con pazienza e perseveranza, risalire la china fino ad uscire dalla zona playout. Non sarà facile, ma oggi s’intravvede la luce in fondo al tunnel. E il merito è dell’hombre vertical e di un manipolo di ragazzi di buona volontà e di grande applicazione quotidiana. Unica nota stonata in una giornata positiva l’infortunio occorso a 5’ dal termine al portiere Coletta che si procura una distorsione alla caviglia con probabile interessamento dei legamenti.
TUTTO NEL PRIMO TEMPO
Se guardiamo il punteggio (1-1), la successione delle reti (prima il gol degli ospiti, poi quello dei locali) e i minuti d’inizio partita in cui sono state realizzate (7’ e 18’)ci pare di rivedere l’unico precedente al Porta Elisa tra le due compagini datato 13 novembre 2016. In realtà quella andata in scena ieri pomeriggio è una sfida di altro spessore. Mister Diana teme la Lucchese e rinuncia al trequartista Giovinco inserendo un centrocampista in più (Ranieri, tra i migliori) mentre Lopez, complice un Panati non al meglio, schiera titolare dopo quasi due mesi l’esperto Panariello sistemando Papini sull’out destro. Nei primi dieci minuti non c’è partita e il Renate passa in vantaggio al termine di un bel fraseggio sull’asse Galuppini-Anghileri concluso con un rasoterra in area dell’ottimo Rada. Sembra il preludio ad una goleada. Ma la capolista che non ha fatto i conti con la ritrovata Lucchese. Che al primo affondo pareggia. Fuga di Papini, conclusione dal limite, goffa respinta di petto di Gemello, palla che torna a Nannelli steso in area da Esposito. L’arbitro indica il dischetto e Marcheggiani timbra il suo primo gol in rossonero. Il Renate accusa il colpo e la Lucchese acquista fiducia ribattendo colpo su colpo e provando a conquistare metri. Nella ripresa, dopo una girandola di cambi, la capolista prende il comando delle operazioni, ma al di là di un costante possesso palla Coletta non compie parate di rilievo. —
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