Sicurezza
Vannucci, cuore di pantera «La Lucchese si salverà e il Renate volerà in serie B»
Il centrocampista con Favarin ha vinto due campionati mentre in Brianza ha trovato un’organizzazione di gran livello che gli ha permesso di migliorare
LUCCA. La pantera in un cuore diviso a metà. Una parte batte per quella rossonera, la Lucchese, una squadra che lo ha fatto crescere come uomo e come calciatore e dove ha ottenuto due promozioni, l’altra batte per quella nerazzurra, il Renate, dove ha vissuto tre anni fantastici in un ambiente dove niente è lasciato al caso e dove il giocatore deve pensare soltanto a scendere in campo perché la società è pronta a far fronte a qualsiasi esigenza. Diego Vannucci, 32 anni, 48 presenze e 3 gol nella Lucchese – dall’estate del 2008 alla primavera del 2010 – con due promozioni dalla D alla Seconda Divisione e dalla Seconda alla Prima e 105 presenze senza reti con il Renate dal 2016 al 2019. Due società che, per motivi diversi, sono rimaste nel cuore dell’esterno di centrocampo originario di Massa e che oggi milita in serie D nel Team Nuova Florida, la formazione di Ardea, e che vuol proseguire a giocare sino a 40 anni: «Con la Lucchese sono diventato calciatore, con il Renate sono diventato consapevole nei miei mezzi. – racconta – Chiaro che Lucca ha un fascino tutto particolare, uno stadio glorioso e una tifoseria importante mentre Renate è un paese dove la squadra è seguita da 200 spettatori».
IL RAPPORTO CON FAVARIN
Nel 2008 Vannucci era una quota in D. Oltretutto partiva riserva dietro ad Alessio Mariotti. Ma il destino premiò il ragazzo di Massa: «Mariotti si fece male e mister Favarin scelse me a centrocampo schierando la squadra con un 3-4-3 che prevedeva delle palleggiatori sugli esterni. Fu una grande stagione e vincemmo il campionato. Ecco, se faccio il calciatore professionista da 11 anni debbo molto a mister Favarin. Lui mi ha inculcato una mentalità vincente. Negli spogliatoi volava di tutto quando non ci esprimevamo come voleva: sedie e tavoli rovesciate, borse e scarpette lanciate in mezzo alla stanza. Non volava una mosca, ci teneva tutti sulla corda e alla fine i risultati arrivavano».
Vannucci non è sorpreso del primo posto del Renate: «Una realtà meravigliosa. Più che una società solida, una famiglia con persone che lavorano insieme da tanti anni. Mi piace ricordare lo storico tecnico in seconda, Gioacchino Adamo. Al di là della persona è un intenditore di calcio come pochi. Capisce le mosse degli avversari in anticipo e dove non arriva l’allenatore ci arriva lui».
La domanda sorge spontanea: chi vince oggi tra Lucchese e Renate?
«La capolista è squadra tosta che gioca a memoria. Conosco il valore di elementi come Galuppini e Rada che erano con me e hanno qualità incredibili. Ma la Lucchese targata Lopez è in ripresa. Ha un gioco e sono arrivati elementi di qualità. Non so chi la spunta, di certo non finirà a reti bianche». —
L.T.
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