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L’Allenatore Avversario 

Aimo Diana: «Mi manda l’amico Pirlo e m’ispiro a Guardiola»

Luca Tronchetti
Aimo Diana: «Mi manda l’amico Pirlo e m’ispiro a Guardiola»

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LUCCA. È l’allenatore del momento. Celebrato e conteso in categorie superiori per il calcio di qualità che esprime il suo Renate, primo in classifica con 7 punti di vantaggio (e una partita in più) dal più blasonato Como. Un calcio, quello di Stefano Aimo Diana, 42 anni, oltre 400 partite tra A e B che nasce direttamente da un oratorio del bresciano. L’oratorio della Pace, in cui nel dopoguerra di svolgevano tornei a sei tra ragazzini di dodici anni organizzati da don Giulio. Tra questi calciatori in erba c’era Roberto Clerici, padre fondatore della Voluntas Brescia che negli ultimi due-tre anni è diventata Sporting Brescia. Il percorso dell’ex esterno basso della difesa, trasformatosi nel corso del tempo in esterno alto tanto da arrivare a giocare in maglia azzurra con tanto di gol contro la Costa d’Avorio, inizia proprio da lì. La Voluntas è stata una fucina di campioni. Con Diana sono arrivati in serie A: Volpi, Bonera (classe 1981, collaboratore tecnico del Milan per due partite in panchina per sostituire Pioli), Baronio, Corini, Bonazzoli e i gemelli Antonio e Emanuele Filippini, Jadid, Leali, Piovanelli, Viotti, Agliardi, Mustacchio, Guana. E i nazionali Acerbi e Donnarumma, il portierone del Milan che a 14 anni Clerici, fondatore Voluntas, prese a Castellammare di Stabia per portarlo direttamente al Brescia. Ma il giocatore di quella grande squadra a cui Diana è più legato è sicuramente Andrea Pirlo: «Ci conosciamo da bambini, abbiamo giocato assieme nella Voluntas prima e nel Brescia poi. E non ci siamo mai persi di vista. Ci sentiamo spesso e ci confrontiamo su tutto. Un’amicizia vera e sincera».

I maestri di Stefano Diana? «Carlo Mazzone, avuto con Roberto Baggio ai tempi di Brescia e Marcello Lippi, tecnico della nazionale per le loro capacità nella gestione dello spogliatoio. Ma nella mia crescita di calciatore e nella mia formazione di allenatore devo molto anche a Walter Novellino che mi ha allenato al Torino e Francesco Guidolin che ho avuto a Palermo. Se però devo indicare un allenatore di riferimento sul piano dell’evoluzione del gioco non ho dubbi e scelgo, per le sue innovazioni in ambito tattico, Pep Guadiola».

Terminata la carriera da calciatore professionista Diana ha giocato pure nella nazionale di Beach Soccer, assieme ad ex calciatori del calibro di De Zerbi e Ganz e Antonio Filippini, per poi dedicarsi a tempo pieno al ruolo di allenatore giovanile iniziando dal vivaio della Feralpi Salò. Tifoso della Juventus sin da piccolo, Aimo Diana è grande appassionato di tennis e non si perde una partita del Grande Slam. Amante dei viaggi all’estero in considerazione del lockdown non si perde le serie televisive trasmesse su Netflix e Sky che da marzo sono diventate un appuntamento fisso. É anche un patito del Fantacalcio con cui si diverte assieme al figlio. —

Luca Tronchetti

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