Gioco
Dopo il no alla centralina si guarda al fiume Lima come luogo di sport
Bagni di Lucca
Esulta il comitato “Salviamo la Lima” per la decisione della Regione che ha negato l’autorizzazione per costruzione della diga-centralina sulle acque della Lima, a Cevoli di Fabbriche di Casabasciana.
Ora, per bocca del coordinatore Liano Picchi, il Coimitato propone che in quel tratto venga realizzato un campo di slalom per rafting e canoying che porterebbe una gran quantità di atleti e appassionati ad allenarsi nella Valle, con grande vantaggio per le attività e l’economia di Bagni. Il comitato intanto parla di «festa per tutti coloro che hanno a cuore l’ambiente e lo sviluppo turistico della valle della Lima. La conferenza dei servizi ha finalmente decretato la fine del devastante progetto di un ricco genovese che lì voleva costruire un impianto idroelettrico. Un incubo, durato oltre otto anni, anche per tutti quei giovani che lì hanno investito soldi e tempo per dar vita a un’attività di rafting che ha portato nella vallata migliaia di turisti da tutte le parti d’Italia. Lo scorso anno, non certo facile per il turismo, le presenze hanno superato quota 10mila».
Secondo il comitato ora Provincia e Comune dovrebbero «ricercare finanziamenti per istallare nella zona un campo slalom, che porterebbe stabilmente ad allenarsi moltissimi atleti da ogni luogo. Nel periodo invernale e a inizio primavera, infatti, quando nel nord Italia e nei paesi d’Oltralpe i ghiacciai non rilasciano acqua, qui potrebbero venirsi stabilmente ad allenare squadre di atleti, con evidenti ricadute sullo sviluppo turistico della vallata. In quale altra parte d’Europa è infatti possibile trovare impianti termali, sciistici e praticare sport fluviali nel raggio di pochi chilometri? Per non parlare poi di tutte le altre attività sportive ed escursionistiche che le nostre colline e montagne circostanti potrebbero offrire».
Per il comitato bisogna che gli enti locali e gli imprenditori credano nel progetto e intanto vigilino perché non ci siano «altri scempi che possano distruggere quello che la natura ci ha generosamente offerto». —
Emanuela Ambrogi
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